“È impossibile che non vi sia un legame tra tutti questi infortuni”: le convinzioni popolari a Napoli diventano legge

Siamo alla riedizione di “Non ti pago” di Eduardo. Tifosi e opinionisti sono tutti Quagliuolo. Nessuno dimostra il nesso scientifico. Immaginate lo stesso metro utilizzato da Woodward e Bernstein per il Watergate

infortuni Napoli

Dc Napoli 31/01/2026 - campionato di calcio serie A / Napoli-Fiorentina / foto Domenico Cippitelli/Image Sport nella foto: Giovanni Di Lorenzo

In un lontano millenovecentoqualcosa, ricordo un’aula di Fisica e un gran professor Criscuolo, durante una lezione di logica, spiegare la difficile assimilazione di concetti basilari della statistica da parte delle menti degli esseri umani, specie di noi meridionali. “Chi giocherebbe a Napoli 1, 2, 3, 4 e 5 su una ruota del lotto? Nessuno. Perché nessuno conosce la statistica”. La cinquina, in effetti, ha l’esatta probabilità di qualunque altra di venire estratta, ma la sua bassa complessità rendeva, alle menti degli studenti – specie di noi meridionali – quella sequenza assolutamente improbabile. D’altra parte, Eduardo De Filippo costruì una intera fortunata commedia attorno alla incapacità meridionale di concepire la statistica al di là dei valori apotropaici, proprio adoperando questa cinquina.

Ora sappiamo che anche una parte del tifo e del giornalismo sportivo (sempre più spesso indistinguibili) rientra nell’insieme Criscuolo. La stagione del Napoli, infatti, è riassumibile in molta stampa nel concetto: “È impossibile che non vi sia un legame tra tutti questi infortuni”. Che è l’equivalente del Ferdinando Quagliuolo che rimprovera Mario Bertolini, appena divenuto milionario in Non ti pago eppure colpevole, agli occhi del protagonista, di incompetenza cabalistica. Cari spettatori, cari lettori, cari tifosi, cari giornalisti: si, è possibile. E lo è soprattutto perché nessuno ha dimostrato il contrario: cioè un nesso causale specifico.

Quando Woodward e Bernstein pubblicarono la loro inchiesta sul Washington Post non usarono il titolo “Eh ma vuoi vedere che Nixon non sapeva che…” con un link ad un like che allora neanche esisteva. Si presero addirittura la briga di investigare e trovare la gola profonda e la pistola fumante – per la quale mandarono all’impeachment Nixon e vinsero un discreto Pulitzer. Se dunque esiste in voi un dubbio profondo sulla preparazione atletica del Napoli, un dubbio così fondamentale da colonizzare ogni vostra considerazione, così netto da costituire un facile alibi per l’allenatore, basta investire qualche settimana di lavoro e chiedere a tre, quattro medici diversi un consulto, per evitare di rendere il proprio discorso un possibile patetico remake di Quagliuolo. (Per inciso: Quagliuolo ha finito per diventare, nell’immaginario collettivo, un tenero e disincantato personaggio positivo, quasi come Luca Cupiello, emblema in realtà del decrepito familismo pigro e colpevole del sud, ma qui si divagherebbe troppo).

Il Napoli, infatti, sta facendo qualcosa di unico nei suoi cento anni di storia: sta lottando. Lotta contro la sorte avversa. Lotta contro qualche gomitata che “l’ha vista lui” ma non la chiama. Lotta e – per la prima volta – vince: ha fatto una pessima champions, anche per propri demeriti, ma ha annientato le finaliste della Supercoppa italiana dopo aver vinto uno scudetto epico la scorsa stagione. Per una squadra quattro volte scudettata in un secolo non è poco. Ed il suo allenatore, viste difficoltà e necessità, sta approntando una stagione come si fa per un seminario gratuito a Coverciano su direzione tecnica e leadership.

Il gran Criscuolo proseguì quella lezione con altri esempi idilliaci atti a disintegrare la cosiddetta saggezza popolare. Raccontò dei pescatori che la sera guardano i gabbiani volare in una certa direzione rasenti al mare e sentenziano: “Domani c’è scirocco” inventandosi nessi di causa-effetto – non falsificabili, direbbe Popper, quindi non scientifici.

Non ricordo esattamente cosa il professore commentò dopo. Ma ricordo che ci scompisciammo fino alla fine della lezione.

Napolista ed europeista, a suo agio se straniero, felicemente emigrante. Fisico cibernetico. Si innamora spesso. Padre di cinque figli - l’ultima volta che li ha contati.

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