De Rossi: «Ero il primo tifoso del Var, ai miei tempi qualche rapina in meno l’avrei subita»

In conferenza: «Questo però è un regolamento di m***a! Tutto è cambiato ed è agghiacciante stare ancorati ai limiti di un chiaro errore: chi lo decide?»

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Mp Genova 09/11/2025 - campionato di calcio serie A / Genoa-Fiorentina / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Daniele De Rossi

Daniele De Rossi, tecnico del Genoa, è intervenuto in conferenza stampa dopo la sconfitta del suo Genoa contro il Napoli a Marassi. Di seguito quanto dichiarato.

De Rossi: «Ero il primo tifoso del Var, avrei subito meno rapine»

Sul rigore contestato:
«Tocca troppo spesso a noi. Devo lavorare sui dettagli di un regolamento di merda: dobbiamo essere passivi in area, sui contrasti, attenti a non sfiorare, a saltare con le mani in tasca. È tutto cambiato ed è agghiacciante non conoscere il limite di un chiaro errore: chi lo decide? Questi ragazzi non meritano di uscire bastonati dallo stadio. Hanno fatto una partita di grande intensità contro una squadra forte. Vanno forte in settimana e devo dirlo: sono encomiabili».

Sulle scelte e sui cambi:
«Ognuno sa che tipo di allenatore vuole essere. Contro una squadra forte, in undici contro undici, forse non avrei fatto quei cambi, ma con l’uomo in più bisognava provarci: non capita sempre di giocare 20 minuti con l’inerzia dalla tua parte. Col senno di poi forse le cose cambiano, ma non posso fare il lavoro di altri: devo fare l’allenatore. A volte sbaglio».

È mancato qualcosa per portarla a casa?
«Abbiamo perso due punti per un cross sbilenco, un tiro così così e un rigore che abbiamo visto. Andiamo avanti: è dura, ma andiamo avanti».

Rrahmani su Mkhitaryan come Cornet su Vergara?
«Non lo ricordo quel rigore, e nemmeno voglio analizzarlo. Siamo tutti sulla stessa barca: oggi tocca a noi, domani toccherà al Napoli».

Cosa si poteva fare meglio dopo i cambi?
«La gestione andava migliorata. Il Napoli non voleva prendere il terzo gol: ho provato a sgolarmi. Abbiamo regalato dei possessi, poi non puoi sempre pretendere che i tuoi tirino sotto l’incrocio. Sui nostri gol loro sono stati imprecisi: nel calcio gli errori si pagano».

Arbitro in campo e rigore valutato dal Var di Bergamo?
«Ero il primo tifoso del Var: ai miei tempi qualche rapina in meno l’avrei subita. Gli stiamo dando un potere pericoloso, ma ormai non si torna più indietro. I contatti ci saranno sempre, il gioco cambierà e sarà un peccato per tutti. Ci stiamo dentro e tutti subiremo rigori del genere».

Cosa resta di positivo dopo questa delusione?
«La cosa positiva è che questa delusione la conosciamo già. È un’ingiustizia che ho già provato: penso al match con l’Atalanta, con la Lazio pure. I ragazzi sanno cosa significa uscire così e come rialzarsi. Abbiamo una tifoseria che ci riconosce le partite che facciamo. Si riparte: dobbiamo salvare il Genoa e non fare un passo indietro».

Altre note positive?
«Solo a Roma siamo stati un po’ mosci nella reazione. Noi siamo una squadra di uomini importanti e coraggiosi. Ero consapevole di non volerla perdere: c’era Højlund in campo e, se fosse stato tolto, avrei rischiato di più. Rasmus non ci ha mai messo in difficoltà. Abbiamo regalato dei calci d’angolo e può succedere: devo lavorarci sopra».

Guardando avanti, che sensazione ha?
«Andiamo avanti, perché questo è il calcio. Ho la sensazione che, con un po’ di fortuna in più, la squadra sarebbe più in alto, con 5-6 punti in più».

Che giudizio dà sulla partita contro gli azzurri?
«Il Napoli è molto forte. Avevamo messo bene la partita, poi l’avevano ribaltata. Rimetterla in piedi non era facile: abbiamo fatto il 2-2 su nostra pressione e, contro una squadra così forte, la gara è andata bene. La sensazione amara è questa: fare zero punti contro il Napoli e altre squadre nonostante le prestazioni. Dovevamo essere perfetti e non lo siamo stati».

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