Buffon: “In Italia si fanno scelte conservative, poca audacia nell’osare, poco spazio ai giovani”

A La Stampa: "Non abbiamo avuto continuità negli anni e dal punto di vista tecnico bisogna fare qualcosa in più per riavere un Baggio, un Del Piero, un Totti e un Pirlo".

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Db Reggio Emilia 09/06/2025 - qualificazioni Mondiali 2026 / Italia-Moldova / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Gianluigi Buffon

Il capo delegazione della Nazionale italiana Gigi Buffon, intervistato da La Stampa, ha parlato dei suoi ricordi alle Olimpiadi e dei play-off che si terranno a marzo per un posto ai prossimi Mondiali.

L’intervista a Buffon

Tra una quarantina di giorni iniziano i playoff per il Mondiale. Non è stato concesso lo stage e non ci sono segnali positivi sul calendario per avere più tempo a Coverciano. Come si vive tutto questo?

“Io sono uno che ha sempre fatto di necessità virtù. Da uomo, calciatore e ora dirigente non ho mai pensato a crearmi alibi. Abbiamo fatto delle proposte, purtroppo non sono andate in porto e stop: il motivo per il quale ci stiamo dannando l’anima è talmente grande, elevato, forte e bello. Non ci aspettavamo aiuti e quindi il nostro unico focus è cercare di arrivare a quelle due sfide nel miglior modo possibile, dando un un’idea di collettivo e di altruismo che sia fuori dal comune.”

Avete incontrato gli azzurri a Londra e gli altri li state vedendo in giro per l’Italia. Cosa possono dare queste cene?

“C’è la massima disponibilità: Chiesa, per esempio, doveva lavorare al mattino presto a Liverpool e si è fatto 4 ore di auto per stare un’oretta con noi.”

Che cosa preoccupa in vista di Italia-Irlanda del Nord del 26 marzo e dell’eventuale finale contro Galles o Bosnia?

“Che la squadra mantenga questa condizione psicofisica. Ma dei segnali li abbiamo già avuti: quello più forte arriva dagli interisti, visto come era finita la stagione.”

Il 2026 è anche l’anniversario dei 20 anni dal trionfo di Berlino. Perché il nostro calcio ha perso forza e competitività, fino a smarrire la strada per tornare a giocare un Mondiale?

“Non abbiamo avuto continuità e ci sono tante motivazioni. La prima è che noi siamo sempre stati una nazione molto dotata tatticamente, però la globalizzazione ha annullato quel vantaggio. E poi dal punto di vista tecnico, qualcosa in più dobbiamo fare per ricreare o avere ancora la speranza di ritrovare un Baggio, un Del Piero, un Totti e un Pirlo”.

Eppure le Under azzurre fanno molto bene, ma i giovani italiani faticano a trovare spazio in un campionato sempre più straniero…

“Le pressioni che abbiamo noi nei club probabilmente non ce le ha nessun’altra nazione. Si fanno scelte conservative, con poca audacia nell’osare dando spazio ai giovani”.

State guardando tante partite di A: la lotta scudetto è già chiusa?

“Il campionato non è assolutissimamente chiuso. L’Inter sta facendo cose mirabolanti, però Milan e Napoli non hanno la Champions e questo può spostare qualche equilibrio”.

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