Altro che ritardi di Milano-Cortina, l’Arabia Saudita non rispetta le scadenze e perde i giochi asiatici invernali

Nel 2029 li organizzerà il Kazakistan. Il progetto di ospitare competizioni nel deserto, all’interno di una città futuristica ancora in costruzione (Neom) è in ritardo (Le Parisien)

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Saudi Sports Minister Prince Abdulaziz bin Turki al-Faisal (L) and Saudi Arabian Football Federation (SAFF) president Yasser al-Misehal (R) applaud before the start of a friendly football match between Saudi Arabia and Croatia, in the Saudi capital Riyadh, on November 16, 2022. (Photo by AFP)

L’Arabia Saudita è stata privata dell’organizzazione dei Giochi Asiatici Invernali del 2029, riassegnati al Kazakistan. La decisione si è resa inevitabile a causa dei ritardi nella costruzione di Neom. La futuristica megalopoli nel nord-ovest del Paese che avrebbe dovuto ospitare l’evento. Al suo posto è stata scelta Almaty. Lo scrive Le Parisien

Cambio di programma, dunque, per il Comitato Olimpico Asiatico (Coa), che giovedì ha ufficializzato la riassegnazione dopo la richiesta dell’Arabia Saudita di ottenere più tempo per prepararsi. Già il 24 gennaio il Coa aveva riconosciuto che Neom non sarebbe stata pronta in tempo per rispettare le scadenze previste.

L’assegnazione dei Giochi all’Arabia Saudita, avvenuta nel 2022, aveva fin da subito suscitato forti polemiche, legate soprattutto a questioni ambientali e al rispetto dei diritti umani. Il progetto saudita prevedeva di ospitare competizioni di sport invernali nel deserto, all’interno di una città futuristica ancora in costruzione, con un costo stimato di circa 500 miliardi di dollari.

Secondo il Coa, il ricco Stato del Golfo dovrebbe comunque ospitare in futuro eventi di sport invernali, ma in una data successiva e non ancora definita. Il Kazakistan, dal canto suo, torna a organizzare i Giochi Asiatici Invernali dopo l’edizione del 2011, già disputata proprio ad Almaty.

Cos’è Neom

Neom è il nome del maxi progetto urbano e industriale avviato dall’Arabia Saudita nel nord-ovest del Paese. Lungo le coste del Mar Rosso, al confine con Egitto e Giordania. Annunciata nel 2017, Neom rappresenta uno dei pilastri di Vision 2030. Si tratta del piano strategico voluto dal principe ereditario Mohammed bin Salman per diversificare l’economia saudita e ridurre la dipendenza dal petrolio.

Pensata come una zona economica speciale, Neom dovrebbe estendersi su oltre 26 mila chilometri quadrati e ospitare città, poli tecnologici, aree industriali e destinazioni turistiche. L’investimento complessivo stimato è di centinaia di miliardi di dollari, finanziato in gran parte dal fondo sovrano saudita.

Il progetto comprende diversi distretti simbolo. Il più noto è The Line, una città lineare lunga 170 chilometri, progettata senza automobili né strade, con edifici specchiati disposti in verticale e servizi accessibili in pochi minuti. Accanto a The Line sono previsti Oxagon, un hub industriale in parte galleggiante sul mare, Trojena, destinazione turistica di montagna con impianti sciistici, e Sindalah, isola di lusso dedicata al turismo internazionale.

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