Al Psg non c’è più nessun calciatore che ha lo stipendio fisso, tutti hanno bonus a obiettivo

"I tre giocatori che percepiscono i top stipendi sono Ousmane Dembélé con 1,56 milioni di euro, il capitano Marquinhos con 1,13 milioni di euro, e Achraf Hakimi, 1,1 milioni di euro."

dembélé Psg, mondiale per club

Brest 11/02/2024 - Champions League / Brest-Paris Saint Germain/ foto Psnewz/Image Sport nella foto: Ousmane Dembele’ ONLY ITALY

Nel campo degli agenti di commercio si chiamano Target, obiettivi. Un bonus provvigionale che l’azienda corrisponde se si raggiunge un determinato fatturato, oppure un risultato di posizionamento. Il Psg ha mutuato questo target sui propri campioni che percepiscono uno stipendio fisso e delle variabili condizionate al risultato sportivo raggiunto e non ai minuti giocati. È la nuova strategia di Luis Campos e Olivier Gagne, rispettivamente numero uno del club e direttore aggiunto (il suo collaboratore più stretto) che hanno “inventato” un metodo di remunerazione che si applica a tutti i contratti firmati dal mercato 2022 in poi o rinnovati successivamente. Senza eccezioni. Lo racconta Le Parisien.

Come funziona lo stipendio dei top giocatori del Psg

“Ogni membro della rosa del Psg percepisce uno stipendio fisso e una parte variabile che dipende dalla percentuale di partite giocate. Più gioca, più guadagna? Non esattamente. Guadagna di più se il suo minutaggio consente di raggiungere obiettivi sportivi considerati ragionevoli. In altre parole, la parte variabile non viene versata se, per esempio, il Psg non vince il campionato francese. Per la Champions League il club non ha imposto l’obbligo di vincerla, consapevole dell’estrema difficoltà della competizione. Anche senza conoscere il dettaglio, si può ipotizzare che la quota variabile inizi a essere corrisposta a partire dai quarti di finale. Al Psg esistono percentuali variabili diverse in base al curriculum dei giocatori.”

“Il club della capitale ha smesso di fare follie, come dimostra la riduzione del monte ingaggi. Quest’ultimo è diminuito sensibilmente negli ultimi tre anni e la nuova politica riflette una filosofia più orientata alla performance collettiva. Il Psg è entrato in una nuova era, in cui l’equilibrio finanziario è diventato importante quanto quello sportivo ricercato da Luis Enrique. Un principio sul quale il presidente Nasser Al-Khelaïfi non transige più, dopo aver proposto in passato cifre astronomiche a stelle non sempre attratte dall’idea di giocare in Ligue 1″.

I top stipendi del Psg, 1,5 milioni al mese per Dembelé

“I tre giocatori che percepiscono i top stipendi sono Ousmane Dembélé che, senza tener conto dei compensi extra-sportivi (sponsor, diritti d’immagine, premi di risultato…), vanta un reddito lordo mensile stimato in 1,56 milioni di euro. “Dembouz” condivide il podio con il capitano Marquinhos, il cui stipendio mensile ammonta a 1,13 milioni di euro, e con il difensore Achraf Hakimi, ben rivalutato dopo il rinnovo di contratto firmato nella scorsa stagione (1,1 milioni di euro)”.

Kvara guadagna 910mila euro lorde al mese, ossia 

E gli altri stipendi?

“Secondo le Parisien, Campos e Gagne hanno definito quattro categorie, che vanno dal giocatore cresciuto nel club al primo contratto professionistico fino al giocatore affermato, arrivato per recitare un ruolo da protagonista. Tra questi due estremi si collocano altre due “fasce”, che includono in particolare i giocatori arrivati come grandi promesse del calcio, come Bradley Barcola, Désiré Doué, João Neves o Lucas Chevalier. L’ultima categoria raggruppa il resto della rosa, né titolari né riserve al momento dell’arrivo, come Fabian Ruiz o Kang-In Lee”.
“Questo tipo di contratto ha il vantaggio di premiare le esplosioni improvvise: un giocatore arrivato come rincalzo che, grazie al talento, diventa indispensabile, come Neves e Doué nella scorsa stagione, guadagnando così più del previsto. Poiché il sistema funziona a vasi comunicanti, chi gioca meno conserva un fisso confortevole. Il meccanismo ha altri due meriti, teorici e pratici: un surplus di motivazione e la fine delle rendite di posizione. Se, come qualsiasi lavoratore, i calciatori dicono di non giocare per i soldi, questi contano comunque. Quanto all’epoca di Julian Draxler o Georginio Wijnaldum, che preferivano attendere la scadenza di contratti molto ricchi piuttosto che rilanciarsi altrove, è ormai finita”.

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