Spalletti: «Napoli inferiore alla Juve? Conte ha ragione da un punto di vista tecnico e strutturale»
In conferenza: «Qui ho trovato addirittura la barriera per provare le punizioni che si muove, a Napoli avevo quella fissa. Non ho nulla da invidiare al Napoli».

Ni Napoli 07/12/2025 - campionato di calcio serie A / Napoli-Juventus / foto Nicola Ianuale/Image Sport nella foto: Luciano Spalletti
Il tecnico della Juventus Luciano Spalletti ha tenuto la conferenza stampa alla vigilia del match contro il Lecce.
La conferenza di Spalletti
Come ha lavorato la squadra in questi giorni? Che partita si aspetta contro il Lecce?
«La squadra ha lavorato bene nonostante il disturbo delle feste. Si è lavorato sul campo e si è parlato dell’anno nuovo. Ho chiesto di sviluppare bene gli allenamenti e ho detto che ogni giorno ci sia un piccolo premio. La somma dei piccoli premi ci permette di andare lontano. Dobbiamo fare come abbiamo fatto nelle ultime partite, aggiungendo se possibile qualcosa di nuovo. La partita non sarà facile. Io conosco bene Di Francesco, è un allenatore moderno come insegnamenti e si vede dalla loro pressione, da come si muove la linea difensiva. Sarà una sfida difficile e ci sarà bisogno di tutta la nostra forza».
Come si preparano sette partite importanti in 25 giorni?
«Non è facile con queste tempistiche ravvicinate, ma ho la fortuna di aver trovato alla Juve uno staff che sa lavorare. Oltre ai miei collaboratori, c’è una buona divisione dei compiti e dei fronti, preparando le partite bene. Un po’ di muscoli andranno in sofferenza, bisognerà stare attenti e pronti, perché ci sarà bisogno di tutti e di cambiare qualcosa da un match all’altro. La panchina non è solo un luogo di attesa, spesso i subentranti lo hanno dimostrato ribaltando la partita in corso. Ormai i panchinari sono parte del piano pre-partita, a volte si tiene qualcuno fuori all’inizio per permettergli di spaccare il match.»
Come ha visto Elimoghale in questi giorni? Pensa di convocarlo?
«Ha caratteristiche che lasciano intravedere un’evoluzione importante in futuro. Bisogna aiutarlo a crescere e a dargli la possibilità di fare delle conoscenze in tempi corretti. Ha leggerezza nel puntare l’uomo, si deve formare ancora fisicamente. Le convocazioni dipendono da quanto dimostrano i giovani nell’allenamento con i grandi.»
Quanto è contento dei suoi primi due mesi di lavoro? Ha un auspicio per il 2026 da dedicare ai tifosi juventini?
«Sono soddisfatto perché ho sempre visto i giocatori cercare cose nuove. I protagonisti sono loro in questo calcio di continui duelli, devono trovare le posizioni giuste in campo senza perdere ordine, c’è bisogno di una sorta di ‘disordine intelligente’ o di caos organizzato. C’è ricerca del nuovo, vedo curiosità e immaginazione. Ci sono margini per fare qualcosa di più, se non lo facciamo si sprecano delle potenzialità. Spero che il 2026 sia un anno che dia gioia ai tifosi, loro meritano rispetto, attenzione e disponibilità totali.»
Vedremo Openda o David in campo?
«Il nostro attaccante deve fare molti metri, andando ad attaccare il portiere in pressing e poi tornando indietro per giocare con la linea avversaria. Si tratta di un lavoro molto dispendioso. Domani giocheranno entrambi, uno partirà dall’inizio e un altro subentrerà. Insieme? Difficile, ma per un pezzetto di partita potrebbe essere possibile. Li vedo migliorati entrambi, ma mi aspetto cose ancora migliori».
Il mercato di gennaio è quello delle opportunità. In quale reparto le piacerebbe trovarle?
«Non mi aspetto niente, sono contento dei calciatori che ho, avevo già dei patti quando sono arrivato qui. Mi permetto di dare il benvenuto a Marco Ottolini, tutti mi parlano bene di lui, è un ottimo professionista e la Juve se lo è andata a riprendere. Il mercato lo farà lui, è un discorso che non voglio scatenare. Al momento non ho bisogno di nulla.»
Conceiçao è recuperato? Zhegrova anche sta crescendo…
«Conceiçao è pronto e può essere scelto dal primo minuto. Abbiamo fuori Gatti e Rugani ancora, Cabal invece verrà in panchina. Ha avuto un problemino Milik e dobbiamo valutarlo».
Il discorso del prolungamento di contratto è ancora prematuro?
«Se avessi avuto bisogno di un contratto più lungo, lo avrei fatto presente sin da subito a Comolli. Al momento ho solo bisogno di lavorare bene con l’intero gruppo-squadra. Ho trovato ottime persone qui. Abbiamo tutti lo stesso obiettivo di entrare in Champions, si lavora in questa direzione e a giugno vedremo in base al lavoro fatto. Se le cose saranno soddisfacenti, parleremo di altro. Al momento però non ho bisogno di nulla, non mi manca niente».
Come si migliora il rendimento dei primi tempi?
«Spesso non dobbiamo pensare a cosa non riusciamo a fare, ma a quello che gli avversari non ci fanno fare. Non deve esserci la presunzione di non pensare a chi abbiamo di fronte. Noi vorremmo essere sempre bellissimi, ma a volte le partite sono anche figlie di episodi in campo. Faccio un esempio, il Lecce non avrebbe meritato di perdere 0-3 l’ultima partita col Como. Noi anche domani proveremo a fare la partita allo stesso modo dal 1′ al 95′, poi però capiterà di dover rincorrere gli altri e di doversi adattare».
Conte ha detto che il Napoli non è pronto per comandare e che c’è ancora una grande differenza con la Juve. Come ha preso queste parole?
«Io non ho nulla da invidiare alla squadra di Conte. Ha ragione da un punto di vista sia tecnico che strutturale. Qui ho trovato addirittura la barriera per provare le punizioni che si muove, a Napoli avevo quella fissa».











