Oliver Anderson vinse l’Australian Open Juniores ma si fece beccare a truccare le partite

La racconta la Bbc. Si fece arrestare quasi apposta perché il suo sogno era fare la rockstar. E così : «Il tennis non era la mia ossessione, dovevo uscirne»

Oliver Anderson

Oliver Anderson nel 2016 vinse l’Australian Open junior davanti al pubblico di casa, battendo gente tipo Tsitsipas, Auger-Aliassime e De Minaur. Aveva 17 anni ed era una promessa del tennis mondiale. Il problema è che in cuor suo non era quello che voleva. Il suo sogno era diventare una rockstar. E così si autosabotò: perse apposta un set di un primo turno di in Challenger, per un giro di scommesse. E poi si fece beccare. La sua storia la racconta la racconta la Bbc.

“È successo tutto molto velocemente. Mi hanno contattato, ho deciso che era fattibile, lo stavo facendo, poi sono uscito dal campo e mi sono trovato in guai seri” – dice lui stesso alla Bbc. All’epoca era reduce da un infortunio che gli aveva prosciugato entrate e fiducia, e l’idea di perdere volontariamente un set gli sembrò una scorciatoia per respirare finanziariamente. Non incassò mai il denaro e collaborò con gli inquirenti. Nel 2017 evitò la condanna penale, ricevendo due anni di buona condotta. La Tennis Integrity Unit ritenne sufficienti i 19 mesi di stop già scontati.

Col senno di poi, Anderson definisce quella scelta “una via di fuga”. Il tennis, pur centrale nella sua vita fin dall’infanzia, non era la sua vera ossessione. Sognava la musica. “Credo di essere stato un adolescente scontento, che non sapeva bene cosa fare nella vita”, ammette. “Nella mia mente è stata semplicemente una via d’uscita perfetta e senza intoppi, anche se è stata la cosa completamente sbagliata da fare”.

Dopo lo scandalo, mise la racchetta da parte, ma non bastava una chitarra per pagare le bollette. Così si reinventò nella moda, seguendo una tradizione di famiglia: oggi disegna e produce abbigliamento da spiaggia, mentre la sera suona rock in piccoli locali del Queensland.

Il tennis, però, è tornato a bussare. Quasi per gioco, a fine 2023. Qualche scambio con il fratello, poi allenamenti più seri. L’allenatore Brent Larkham gli concede una wild card Futures. Arrivano vittorie, punti, viaggi improvvisati tra Messico, Africa e Caraibi. In Angola conquista anche un titolo. Gli infortuni, ancora una volta, frenano la corsa.

Oggi, a 27 anni, Anderson valuta il futuro mentre recupera da uno strappo muscolare. Il sogno di un tabellone Slam non è morto, ma non è più un’ossessione. Anzi, non lo era mai stata.

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