La Gazzetta: l’Inter è spavalda solo con le piccole (ma risparmia Padre Chivu, Inzaghi sarebbe stato crocifisso)
Conte può leggere il pari come una vittoria: era in emergenza nera la sconfitta avrebbe voluto dire ipotesi di crisi. Invece il Napoli torna a casa più consapevole e più carico di prima

Al Hilal's Italian head coach Simone Inzaghi gestures during the FIFA Club World Cup 2025 round of 16 football match between England's Manchester City and Saudi's Al-Hilal at the Camping World stadium in Orlando on June 30, 2025. (Photo by PATRICIA DE MELO MOREIRA / AFP)
La Gazzetta, come il Corriere della Sera, picchia sull’Inter. Implicitamente anche su Chivu ma il tecnico interista per ora non viene toccato, come se l’allenatore fosse qualcun altro. Va detto che Simone Inzaghi sarebbe stato crocifisso. Padre Chivu invece viene risparmiato. I suoi sermoni evidentemente piacciono molto alla stampa meneghina.
Scrive la Gazza con Luigi Garlando:
Aver pareggiato il primo scontro diretto stagionale, dopo averli persi tutti (a parte il sacco di Roma), Champions compresa, è una magrissima consolazione. Sempre la solita sensazione: quando l’avversario è autorevole e risponde colpo su colpo, questa Inter perde la spavalderia che dimostra con le piccole. E soliti anche i vizi che hanno compromesso tante vittorie: erroracci difensivi sui 2 gol del Napoli (Akanji disastroso) e poca cattiveria offensiva quando, in vantaggio, avrebbe dovuto e potuto chiudere la partita. Un Lautaro minore. Affannati e poco lucidi anche Barella e Calhanoglu, uscito per infortunio, generando preoccupazione. Sfumata l’occasione di scappare con uno scatto secco in salita nello scontro diretto, ora Chivu ci proverà in pianura, dove si trova meglio: Lecce, Udinese, Pisa, Cremonese, Sassuolo.
È un pareggio che Conte può leggere a buon diritto come una vittoria, perché era in emergenza nera, come hanno dimostrato le due sole sostituzioni.
Cadere a San Siro dopo il pari col Verona avrebbe voluto dire una nuova ipotesi di crisi. Invece il Napoli torna a casa più consapevole e più carico di prima.











