La benzina della Formula1 nel 2026 sarà composta da rifiuti urbani e scarti agricoli (sembra Ritorno al Futuro)

L'intervista a Valeria Loreti, Principal Scientist di Shell per il Motorsport. "Possiamo utilizzare scarti del legno, plastiche riciclate. Siamo dei sarti, adattiamo la benzina al motore" (The Race)

F1 gp

Spielberg (Austria) 10/07/2022 - gara F1 / foto Press Office Scuderia Ferrari/Image Sport nella foto: Charles Leclerc-Carlos Sainz

Nel 2026 la Formula Uno correrà con carburanti sostenibili avanzati: una rivoluzione tecnica, industriale e culturale. Si potranno utilizzare residui dell’industria della carta o del legno, scarti agricoli, rifiuti urbani, persino plastiche riciclate. Sebra un po’ la DeLorean di Ritorno al Futuro. Invece saranno le Ferrari di Hamilton e Leclerc. Lo spiega The Race. 

Valeria Loreti, Principal Scientist di Shell per il Motorsport racconta come il vero punto di rottura non sia tanto nella benzina in sé, quanto nella sua origine. «Il grande cambiamento per il 2026 è che le molecole all’interno del carburante da gara devono essere sintetizzate, prodotte o generate a partire da materie prime sostenibili avanzate. Il vero fattore di svolta è l’origine di queste molecole». «Abbiamo la libertà di scegliere i processi, le materie prime e quindi ciò che ne deriva. Possiamo utilizzare residui dell’industria della carta o del legno, scarti agricoli, rifiuti urbani, persino plastiche riciclate». Tutto, però, è sottoposto a un bilancio energetico rigoroso: «È fondamentale misurare l’energia utilizzata per trasformare le materie prime nelle molecole desiderate. La Fia ha fissato un limite: il nuovo carburante deve garantire una riduzione delle emissioni di gas serra di almeno il 65% rispetto a un carburante fossile di riferimento».

«Adattare la nostra formulazione alle esigenze del motore è uno dei nostri obiettivi principali. Lavoriamo come dei sarti: cerchiamo di capire come è progettato il motore e quali molecole si adattano meglio alle sue esigenze». Un lavoro iniziato in largo anticipo: «Il progetto è partito nel 2022. Abbiamo esplorato ciò che era disponibile sul mercato e individuato ciò che ancora non esisteva».

Il percorso è fatto di competenze trasversali e sperimentazione continua. «Abbiamo consultato esperti di produzione, chimici, specialisti dell’ottimizzazione dei processi. Dobbiamo essere creativi, cercare soluzioni nuove, qualcosa che non è mai stato fatto prima, mantenendo prestazioni, efficienza e sostenibilità». È una sfida che rispecchia lo spirito della Formula 1: trasformare un vincolo in un acceleratore di innovazione.

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