I Lakers faticano dal rientro di LeBron James. E se fosse il passo d’addio?
Contro i Detroit Pistons l'ala dei Lakers è stata sconfitta e non sembra più incidere direttamente nel gioco di Los Angeles (Equipe)

LOS ANGELES, CALIFORNIA - NOVEMBER 18: LeBron James #23 of the Los Angeles Lakers looks on against the Utah Jazz during the second quarter at Crypto.com Arena on November 18, 2025 in Los Angeles, California. NOTE TO USER: User expressly acknowledges and agrees that, by downloading and or using this photograph, User is consenting to the terms and conditions of the Getty Images License Agreement. Ronald Martinez/Getty Images/AFP RONALD MARTINEZ / GETTY IMAGES NORTH AMERICA / Getty Images via AFP
Una festa amara quella dei 41 anni di LeBron James alla sua 23esima stagione Nba. Quella con i Detroit Pistons doveva essere la partita che cosacrava e festeggiava LeBron invece i Pistons hanno perso 128-106. Al di là della sconfitta, “King James”, miglior realizzatore della storia della NBA, è apparso in debito di condizione. E’ arrivato a fatica a 17 punti (appena 6/17 al tiro), con 5 palloni persi e uno dei peggiori differenziali della sua squadra: -16 (la differenza tra i punti segnati dalla sua squadra e quelli subiti quando era in campo). Lo racconta L’Equipe
«Non so se avete guardato le nostre partite in questa stagione, ma gioco soprattutto senza palla». Ha spiegato l’ala dopo la sconfitta, facendo riferimento al ruolo centrale assunto dal playmaker Luka Doncic nella costruzione del gioco dei Lakers. «È qualcosa che posso riprendere in mano. Ma richiede di ritrovare il ritmo». Ha aggiunto James, che sta rientrando gradualmente dopo aver saltato le prime 14 partite della stagione a causa di una sciatalgia.
Se il nativo di Akron, in Ohio, resta senza dubbio il quarantenne più performante della storia (20,3 punti, 4,9 rimbalzi e 6,5 assist di media in questa stagione), un calo di rendimento appare inevitabile. I tifosi lo hanno capito: per la prima volta non rientra tra i giocatori più votati per l’All-Star Game che si terrà a Los Angeles a febbraio. Con appena 536.555 voti, LeBron James è soltanto nono nella Western Conference, lontanissimo dal primo posto occupato dal compagno di squadra Luka Doncic (1.249.518).
Al di là delle statistiche e della sua popolarità, è soprattutto il collettivo dei Lakers a faticare dal suo ritorno. Pur essendo quinti a Ovest, arrivano da sei sconfitte nelle ultime dieci partite, mostrando soprattutto i propri limiti contro le migliori squadre della lega.
Se a 41 anni non ha più nulla da dimostrare (quattro titoli NBA, quattro MVP, 21 partecipazioni all’All-Star Game), LeBron James continua a giocare sera dopo sera per «vivere il suo (il mio) sogno». Per quanto ancora? Martedì, dopo la sconfitta, lo ha ammesso: «Bisogna godersela, perché non sai mai quando finisce. Tutto va molto in fretta». E se il 2026 segnasse finalmente la fine del viaggio?











