Cuesta: «Non sono io quello che deve spiegare cos’è il Napoli, ma sappiamo che ci sono spazi e opportunità»

In conferenza: «Conte è un riferimento assoluto, ma non so quanto peserà la sua assenza in panchina. Vogliamo essere umili, perché dovremo soffrire e lottare insieme»

Cuesta

Db Parma 17/08/2025 - Coppa Italia / Parma-Pescara / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Carlos Cuesta

Carlos Cuesta, allenatore del Parma, è intervenuto in conferenza stampa per presentare il match di domani contro il Napoli. La partita, valevole come recupero della 16esima giornata di Serie A, andrà in scena allo stadio Maradona alle 18:30.

Le parole di Cuesta

Che partita si aspetta?

«Mi aspetto una partita come sempre: cercheremo di dare il massimo e di conquistare punti. Siamo concentrati su quello che dobbiamo fare e consapevoli della difficoltà dell’avversario. L’obiettivo è provare a gestire la partita nei modi che riteniamo migliori.»

Un Parma così solido negli scontri diretti porta consapevolezza? 

«Penso che sia importante e che vada riconosciuto quanto questi ragazzi stanno facendo per rappresentare il Parma e consolidare il club in Serie A, cercando di migliorare ogni giorno. Sappiamo però che i punti sono in tutte le partite e domani dovremo lottare per ottenerli.»

Sui convocati

«Non saranno a disposizione Lovik e Guaita: il primo si è fatto male a una spalla, mentre nemmeno Almqvist sarà convocato per un piccolo problema fisico. Sarà invece con noi Drobnic, difensore centrale della Primavera, e anche il portiere Casentini farà parte della squadra.»

Sulla formazione

«È sempre lo stesso principio: dobbiamo essere competitivi, perciò selezioneremo i giocatori più adatti, valutando sia la freschezza fisica sia le caratteristiche richieste dalla partita e quello che vogliamo vedere in campo.»

Come si fanno punti in una partita come quella di domani? 

«Noi speriamo di essere una squadra compatta, capace di leggere i momenti della gara. Sappiamo che il Napoli è molto forte, soprattutto vicino alla nostra area. Hanno grande efficacia sia sulle palle inattive sia negli spazi. Non sono io quello che deve spiegare in dettaglio cos’è il Napoli, ma sappiamo che ci sono spazi e opportunità dove possiamo portare la partita nei modi che preferiamo.»

Sarà la stessa partita come contro l’Inter per il Napoli?

«Loro hanno un’identità molto chiara. Pressano alto e vogliono mantenere il possesso, attaccando gli spazi. Possono giocare corto o lungo, con la capacità di servire l’attaccante anche con il portiere. Non so se riusciremo a gestire la palla quanto l’Inter, mi sembra difficile, ma speriamo di creare le nostre occasioni. Vogliamo essere umili, perché dovremo soffrire e lottare insieme, lavorare sodo e con questo atteggiamento ottenere fiducia e determinazione per conquistare punti.»

Su Cutrone

«Cutrone fa assolutamente parte dei nostri piani. È a completa disposizione della squadra.»

Il Parma si trova bene in trasferta. È un segnale di crescita?

«Secondo me dipende dalle abitudini, dal modo in cui si approccia a questa professione. Magari nei miei messaggi sono lineare, ma è ciò che sento. Non bisogna mai cambiare la propria mentalità, ogni giorno. È chiaro che ci piace giocare con il sostegno dei tifosi al Tardini, ma anche in trasferta siamo seguiti e questo lo apprezzo. La squadra, ovunque giochi, cerca sempre di dare il massimo, e mi aspetto che queste prestazioni portino ai risultati.»

Quanto influirà l’assenza di Conte?

«Non saprei, non so quanto influenza la sua squadra»

Come giudica le prestazioni di Oristanio e Ondrejka? Manca ancora qualcosa?

«È una sensazione di mancanza di qualcosa. Io ho notato dei miglioramenti, tutto dipende dal punto di vista con cui si giudica. Secondo me entrambi ci hanno aiutato a limitare gli avversari e a creare soluzioni diverse. Spesso una prestazione viene valutata solo sui gol e sugli assist. Questi sono certamente importanti, i numeri contano nel calcio, ma io vedo molto di più. In quello che osservo, noto aspetti positivi. Sono convinto che questi elementi positivi, uniti ad altri dettagli giusti per migliorare, possano portarci a gol, assist e a un impatto ancora più significativo per la squadra.»

Cosa rappresenta Conte? 

«Conte? È un punto di riferimento assoluto. Ha conquistato cinque scudetti e una Premier League. L’ho anche affrontato in Inghilterra e ho potuto osservare quanto rapidamente si è adattato al Tottenham, e quanto velocemente la squadra ha assimilato i suoi principi, chiarissimi. Un allenatore che ha vinto così tanto, in club e paesi diversi, è naturalmente un riferimento: è un vincente e da lui si può sempre apprendere molto. Non posso che apprezzare il suo lavoro.»

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