Allegri: «Oggi tutti possono parlare, il problema è quello. Inter e Napoli favorite, poi possiamo dire pure che Cristo è morto nel sonno»

A Sky Sport: «Leao? Le punte vanno valutate per i gol che fanno, il resto non conta nulla. Lui stasera ha segnato. Sento dire delle robe ma veramente...»

Allegri

AC Milan’s Italian new coach Massimiliano Allegri reacts during a training session at The Milanello Sports Centre at Carnago, north-west of Milan on July 7, 2025. (Photo by Stefano RELLANDINI / AFP)

Massimiliano Allegri a Sky Sport dopo il rocambolesco pareggio per 1-1 col Genoa (gol nel finale di Leao e rigore sbagliato dai rossoblù di De Rossi al 95esimo).

Ecco le sue parole raccolte dalla pagina Facebook: “Ne parlamo ar Clab”.

«Un punto guadagnato o due persi? Guadagnato, perché il Genoa ha sbagliato un rigore al 95esimo. Dobbiamo vedere le cose positive: la squadra stasera ha tirato abbastanza in porta. Dico sempre che le partite durano 100 minuti, le squadre non possono tenere il ritmo del primo tempo. O la sblocchi, come avremmo potuto fare, o la porti sullo 0-0 e poi nel secondo tempo, quando gli altri calano un po’, la qualità della squadra deve venire fuori. È una questione di maturità della squadra e padronanza della partita, ma credo che piano piano stiamo crescendo. Quindi il lato negativo è che non puoi prendere un gol imsu rigore in contropiede al novantacinquesimo, come stava succedendo alla fine, perché hai fatto gol al 91esimo e 50. Mancavano ancora tre minuti e mezzo. E in tre minuti e mezzo nel calcio si fanno sei azioni: con una squadra in difficoltà mentalmente com’era il Genoa in quel momento avresti potuto fare gol. Sarebbe bastato portare la palla vicino all’area. Soprattutto non avremmo preso il contropiede che abbiamo preso. Leao? Le punte vanno valutate per i gol che fanno, il resto non conta nulla. Ha fatto gol di testa e si è mosso bene. Regali dal mercato? Non chiedo niente. Stiamo facendo buone cose.

«Non lo dico per superstizione: ci sono due squadre nel campionato italiano che sono nettamente più forti delle altre e sono le favorite: Inter e Napoli. Punto e basta. Il resto non conta niente. Poi uno può raccontare che Cristo è morto nel sonno, ma questa è la verità. C’è poco da scherzare. Sento dire delle robe che veramente …

Interviene Alessandro Bonan da studio: “Tutti possono parlare nel mondo oggi, è il bello”. «Il problema è proprio quello, ma io mi diverto eh. Il problema è quello, ma ogni tanto sento anche delle buone cose. Scusa … Guarda, così chiudo. Parlo calcisticamente. Billy Costacurta che è lì in studio ha fatto parte di una delle squadre più forti della storia del calcio e io ero un gioco di basso livello. Cosa succedeva? Le squadre piccole venivano a giocare a San Siro e pensavano di fare delle belle partite fino al sessantesimo. Poi invece al sessantesimo iniziava un’altra partita, perché tu smettevi di correre e gli altri, quelli del Milan, ti dicevano: ecco, benissimo … uno, due, tre gol! E noi dobbiamo fare così. Ho ragione o no, Billy?».

 

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