Al Telegraph il racconto dei tifosi del Chelsea aggrediti a Napoli: «Erano in trenta, ci hanno colpiti con i cacciavite»

«Eravamo in sette, abbiamo commesso l'errore di infilarci in una stradina laterale. Poi ci hanno inseguito. Siamo rimasti all'ospedale fino alle 4. Non so se andremo allo stadio, di certo domani andremo via da Napoli»

Monza Mario Rui tifosi Chelsea aggrediti

Napoli supporters wave a Jolly Roger pirate flag as they cheer their team prior to the Italian Serie A football match between AC Monza and SSC Napoli at the Brianteo Stadium in Monza, northern Italy, on April 19, 2025. Piero CRUCIATTI / AFP

Si chiamano Aadam e Marcus e sono i due tifosi vittima di aggressione da parte di alcuni ultras del Napoli nei pressi di Santa Maria La Nova ieri sera alla vigilia di Napoli-Chelsea. Il primo è stato colpito con un cacciavite ad un gluteo; il secondo non è stato colpito ma è stato testimone dei fatti. Aadam e Marcus hanno raccontato al Telegraph la loro disavventura.

Il racconto dell’aggressione secondo il Telegraph

I due facevano parte di un gruppo di sette tifosi del Chelsea aggrediti martedì sera in una strada laterale a circa 10 minuti dal porto di Napoli. Marcus è stato accoltellato a una gamba mentre lui e i suoi amici cercavano di fuggire, mentre a un altro tifoso del Chelsea del gruppo è stato squarciato il cappotto da un oggetto appuntito”.

“Un gruppo di sette persone – scrive il giornale – dopo aver mangiato una pizza in un ristorante, è andato al pub Kitebeer (in via Medina, ndr) e ha bevuto due drink, ha raccontato Aadam, 23 anni. «Nessuno di noi indossava i colori del Chelsea, niente di blu, e non stavamo cantando cori. Abbiamo deciso di andare in un altro pub, a circa 10 minuti a piedi, dove c’erano altri nostri amici. L’atmosfera era amichevole, non facevamo rumore e non parlavamo del Chelsea. Purtroppo abbiamo svoltato in una strada laterale mentre ci dirigevamo verso il pub e lì c’era un gruppo di circa 30 ultras. Non indossavano maglie del Napoli e circa la metà aveva il volto coperto. Hanno subito iniziato a gridare: “Da dove venite?”, e tutti sapevano che la situazione era pericolosa»”.

“«I ragazzi davanti hanno iniziato a correre e, purtroppo, hanno afferrato Marcus per una spalla e hanno iniziato a parlargli. Lui pensava che non stesse succedendo nulla, poi all’improvviso è stato accoltellato alla gamba. È stato con un cacciavite, non con un coltello, ma ovviamente gli ha causato molto dolore. A un altro nostro amico è stato tagliato il cappotto. È stato terrificante e inizi a pensare al peggio, che saremmo finiti tutti accoltellati»”

Il ricovero in ospedale

“«Abbiamo probabilmente corso per circa due chilometri e mezzo perché alcuni di loro hanno iniziato a inseguirci e, fortunatamente, Marcus è riuscito a correre nonostante la ferita. Per fortuna ci siamo imbattuti in alcuni agenti di polizia che stavano pattugliando l’angolo di una strada. La polizia ha raccolto tutte le nostre informazioni e ha chiamato un’ambulanza per Marcus, arrivata dopo circa cinque minuti. Io alloggio nello stesso hotel di Marcus, quindi sono rimasto con lui in ospedale e siamo usciti intorno alle 4 del mattino»”.

«Ho già viaggiato in Europa seguendo il Chelsea e non mi era mai successo nulla del genere, né in casa né in trasferta, quindi vedremo come ci sentiremo. Dovevamo restare a Napoli fino a sabato, ma probabilmente prenderemo un treno per Roma domani e passeremo lì il resto del tempo. Questa è la mia prima volta a Napoli e probabilmente sarà anche l’ultima. Mi farà riflettere due volte su quali città scegliere in futuro per seguire le partite».

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