Il Flamengo vince con Danilo la Libertadores, il Brasile aggancia l’Argentina: 25-25

Da sette anni vince una squadra brasiliana, segno di un calcio che economicamente è florido ed è capace di attirare campioni (Espn)

Flamengo fans celebrate after Flamengo defeated Palmeiras 1-0 in the all Brazilian Copa Libertadores final football match between Palmeiras and Flamengo on November 29, 2025, at the Maracana stadium in Rio de Janeiro, Brazil. (Photo by Pablo PORCIUNCULA / AFP)

Il Flamengo torna re della Libertadores per la quarta volta e trascina con sé un paese intero: storia, identità e peso culturale di un club che va oltre il calcio. Danilo decide, Filipe Luís entra nella leggenda, il Brasile raggiunge l’Argentina nella geografia eterna della Libertadores con 25 titoli conquistati. Il racconto di Espn

Danilo l’uomo del destino per il Flamengo che doveva approdare al Napoli

Il Rubro-Negro ha battuto il Palmeiras 1-0 allo Stadio Monumental di Lima, in Perù, nella finale della Libertadores e lo ha fatto soffrendo, comandando, resistendo. E con un protagonista inatteso — Danilo — che ha scritto il suo nome accanto ai giganti della storia carioca. E’ la sua seconda Libertadores dopo quella vinta nel 2011 con il Santos. Nel suo palmares anche le due Champions vinte col Real. Al 21’ della ripresa, quando Lima sembrava impantanata in una tensione eterna, Arrascaeta batte un calcio d’angolo e Danilo colpisce di testa, segnando l’1-0 per il Flamengo. Un gesto tecnico semplice, quasi primordiale: elevazione, impatto, rete. Ma sufficiente a liberare un popolo — perché il Flamengo, più di qualsiasi altro club brasiliano, rappresenta un popolo. Danilo diventa così l’eroe inatteso di una finale costruita nella continuità della superiorità carioca: più ritmo, più qualità, più fiducia. Palmeiras, come spesso accade, ha risposto con ordine, transizioni e struttura. Ma stavolta non è bastato. E pensare che Danilo era destinato nel gennaio scorso a legarsi al Napoli. L’ex capitano della Juve, però, spinto anche dalla famiglia, preferì tornare in Brasile.

Filipe Luís, la  Libertadores vinta con  il Flamengo da giocatore e da allenatore

Il suo percorso parla da solo: Due volte campione come terzino sinistro (2019 e 2022), Filipe Luís ha eguagliato l’impresa di Renato Gaúcho, sollevando il trofeo più importante del continente anche da allenatore.
Una metamorfosi rara: da giocatore raffinato a tecnico con idee, visione e coraggio. E soprattutto cultura del Flamengo, elemento non negoziabile per chi guida il club più popolare del Brasile. Il Flamengo non è solo un club: è una geografia sociale, un immaginario collettivo, un gesto emotivo che unisce Rio de Janeiro al resto del Paese. Nato per il remo, cresciuto nel calcio, il Mengão ha trasformato il Maracanã nel suo tempio e la Nação Rubro-Negra in una comunità sterminata: milioni di tifosi ovunque, dal Nordest alle metropoli del Sud, fino alle comunità di emigrati in Europa. È un club che ha sempre rappresentato la promessa del Brasile: popolare e urbano, rumoroso e creativo, capace di trasformare ogni partita in festa e ogni vittoria in rito collettivo. Ogni Libertadores vinta dal Flamengo porta con sé la sensazione di un paese che, almeno per una notte, torna al centro del mondo.

Brasile vs Argentina: la sfida eterna in Libertadores

Con la vittoria di Lima, il Brasile raggiunge l’Argentina in termini di titoli… Argentina e Brasile: 25 titoli. Una parità che pesa come un derby continentale. L’Argentina aveva costruito un vantaggio storico, alimentato da club leggendari come Boca Juniors, River Plate, Independiente ed Estudiantes. Il Brasile ha risposto con l’era moderna: dal 2019 ad oggi, solo squadre brasiliane hanno vinto il torneo: Flamengo, Palmeiras, Fluminense e Botafogo.
È una fotografia perfetta del calcio sudamericano contemporaneo: il Brasile domina economicamente, trattiene i talenti più a lungo, costruisce progetti più profondi e impone un ritmo competitivo che l’Argentina, pur ricca di tradizione, fatica a seguire. Il 25-25 è un pareggio simbolico, ma anche la prova che il Sudamerica brilla proprio grazie a questa eterna contrapposizione.

Il Flamengo nel pantheon

Con il quarto titolo dopo quelli del 1981, 2019 e 2022, il Flamengo è la prima squadra brasiliana a vincere quattro titoli Libertadores. Stacca Palmeiras, Grêmio, Santos e São Paulo e diventa — ufficialmente — la massima espressione del calcio brasiliano nelle notti che contano. Un primato che racconta la forza del presente ma anche il peso della tradizione: dal 1981 di Zico all’epopea di Gabigol, fino alla nuova era di Filipe Luís. Il successo di Lima è l’ennesimo capitolo di un’epoca in cui il Flamengo regna da protagonista assoluto. Non sempre perfetto, ma sempre centrale. Non sempre dominante, ma sempre decisivo. Nonostante appartengano a città (Rio de Janeiro e San Paolo) e stati diversi del Brasile, Flamengo e Palmeiras hanno visto aumentare la loro rivalità negli ultimi anni per i tanti titoli conquistati. Tanti gli ex italiani in campo. Nel Palmeiras, il paraguaiano Gustavo Gómez, ex Milan, capitano e playmaker delle difesa e il centrocampista Andreas Pereira, ex Lazio. Nel Flamengo, oltre agli ex juventini Danilo e Alex Sandro, anche l’ex azzurro Jorginho e il cileno Pulgar, con un passato tra Bologna e Fiorentina.

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