Hojlund dopo il brillante debutto contro la Fiorentina, appare spaesato (Corsera)
Mancano i suoi gol e quelli dei centrocampisti. Conte: «Sapevamo che quest’anno sarebbe stato complesso»

Mp Firenze 13/09/2025 - campionato di calcio serie A / Fiorentina-Napoli / foto Matteo Papini/Image Sport nella foto: Rasmus Hojlund
Hojlund dopo il brillante debutto contro la Fiorentina, appare spaesato (Corsera)
Serata di Champions per il Napoli contro lo Sporting Lisbona squadra di terza fascia come lo è il Napoli. Della vigilia scrive il Corriere della Sera con Monica Scozzafava:
L’idea di base: cancellare la sconfitta di San Siro — che Conte non archivia come brutta prestazione, anzi — e vivere appieno una notte Champions per mettere in cascina i primi punti. Il calcolo è semplice: per andare avanti ne servono almeno 13-14. In questa direzione va supportato De Bruyne («dobbiamo metterlo nelle giuste condizioni per fare bene»), va trovato il punto di equilibrio, vanno coinvolti i nuovi.
Mancano i gol dei centrocampisti, manca all’appello Hojlund che dopo il brillante debutto contro la Fiorentina appare spaesato. La notte Champions è l’occasione per riprendere le fila della strada cominciata lo scorso anno e culminata con lo scudetto, Conte ha una visione lunga anche del suo ciclo: «Sapevamo che quest’anno sarebbe stato complesso, il nostro è un percorso che ci porterà al 3° anno più strutturati».
Hojlund: «Uno dei miei primi ricordi è papà che mi critica dopo una partita. Il mio modello è Ronaldo, mai stato il più talentuoso»
Hojlund intervistato da Repubblica, a firma Marco Azzi.
«In piscina da bambino nuotavo forte, feci il record di categoria per i 2003nello stile libero. Quando ho smesso, il mio allenatore mi supplicò di tornare: era convinto che sarei diventato un professionista». Invece Rasmus Hojlund scelse di seguire le orme di papà Anders, calciatore semi-pro.
Hojlund, qual è il suo primo ricordo?
«Non ho una buona memoria ma se chiudo gli occhi mi rivedo in macchina con papà che mi critica dopo una brutta partita, mentre torniamo a casa: “Devi dare di più se vuoi davvero diventare un professionista”. Quasi mai mi diceva “bravo Rasmus”, per capirci. Il tempo gli ha dato ragione: non mi sento infatti ancora un centravanti completo nemmeno adesso, anche se di anni ne ho 22 e gioco nel Napoli».
Cosa vede nel presente e futuro della sua carriera?
«Voglio diventare un attaccante che segna tanti gol. Negli ultimi anni sono migliorato molto nel mio ruolo e penso di avere già delle qualità, ma ho ancora tante cose da imparare».
Il suo modello è Cristiano Ronaldo: ambizioso.
«Non è presunzione. Nella mia carriera non mi sono mai sentito il più talentuoso del gruppo, anche se per giocare nel Manchester United o nel Napoli devi essere un attaccante di un certo livello. Ma io ho sempre dovuto lavorare più duramente di altri e ne sono consapevole. Ecco perché Cristiano è il mio idolo: lui vuole sempre migliorarsi e si impegna per diventare più bravo».
Napoli sa essere superstiziosa, anche Hojlund ha qualche rituale?
«Prima di entrare in campo guardo le stelle e prego, per chiedere l’aiuto di mia nonna Bodil. Lei è scomparsa sei anni fa. Invoco la sua guida e anche un po’ di fortuna».











