Zoff: «Manca il talento, ma mancano anche i giovani. È più facile organizzare una partita di tennis che di pallone»
A La Stampa: ««Servirebbe una rivoluzione culturale, ripartendo dal piacere di giocare a pallone per far divertire i bambini. Ma i bambini non ci sono quasi più»

Db Pescara 11/10/2011 - qualificazione Euro 2012 / Italia-Irlanda del Nord / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Dino Zoff
Zoff: «Manca il talento, ma mancano anche i giovani. È più facile organizzare una partita di tennis che di pallone»
La Stampa intervista Dino Zoff sulla crisi del calcio italiano. Intervista di Gianluca Oddenino.
«Servirebbe una rivoluzione culturale, ripartendo dal piacere di giocare a pallone per far divertire i bambini. Forse solo così si potrebbe ricostruire tutto, ma il fatto è che ormai non ci sono quasi più bambini in Italia…».
Ma lei come si spiega questa crisi di un calcio italiano senza più italiani in campo?
«Non c’è grande fiducia nei giovani, però per me il campo dice sempre la verità: in Serie A giocano i più bravi e quindi è un problema con il talento».
Non riusciamo più a farlo emergere?
«Si parla tanto di allenatori e poco di giocatori… Poi il talento non è mai in abbondanza, ma va trovato, protetto e guidato nel modo giusto».
Zoff e i consigli a Gattuso
Sembra un cortocircuito. Come si ferma?
«Da noi ci sono sempre meno praticanti e tanti più sport ad attirare l’attenzione. Lei vede ancora dei bambini giocare per strada o negli oratori?».
Sono cambiate le abitudini?
«Mi rendo conto che ormai i ragazzi guardano solo gli smartphone o hanno altri interessi, ma c’è anche una carenza di giovani: è più facile organizzare una partita di tennis che di pallone».
Ora tocca a Gattuso rompere il tabù: ha un consiglio da dargli? Da campione del mondo a campione del mondo, da ct a ct…
«Che lavori con le proprie idee, tirando fuori il meglio che ha. Poi le regole dello sport sono determinazione, voglia e mai piangersi addosso: lui le conosce bene e le incarna perfettamente».











