McTominay, il fuoco degli dei, di testa insacca. De Bruyne, non c’è tempo per gli altri

Ci si rilassa in ciabatte, un cuore solitario attende l’amata, mentre Kone lascia i suoi i dieci. Non succede niente fino al fischio finale

McTominay, il fuoco degli dei, di testa insacca. De Bruyne, non c’è tempo per gli altri

McTominay, il fuoco degli dei, di testa insacca. De Bruyne, non c’è tempo per gli altri

Rubrica:

Il Calcio Noir

Titolo dell’episodio:
Lo scultore e il tamburo

Scena 1
Ambientazione:

Reggio Emilia, città del tricolore, pomeriggio d’estate, il Mapei ritrova la Serie A in un pomeriggio di mezza estate. Gli spalti rigorosamente in lingua napoletana. Tre mesi esatti dopo l’ultima prodezza.
Voice – Over “E’ l’inizio del campionato ma qui sembra l’anteprima di una saga già scritta”

Scena 2

Colpo di Scena. Nel traffico dell’ora di punta, Matteo ha un ricordo. Il Flash Back appare chiaro, la parabola è delicata, McTom, il fuoco degli dei, di testa insacca: “Lo scultore che fotografa prima di creare”. Zero ad uno.

Colonna Sonora: Osanna – ‘O napulitano

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Scena 3
Il centrocampo del Napoli sembra un brevetto perso di Tesla: qualcosa pensato un secolo scorso ma rivoluzionario in questo. Lobo e Zambo, magneti al frigo del campo.
La comparsa Sassuolo si ostina a trascinarsi con dignità. Amir dondola quieto accanto a Zio Juan, il Benjamin Button della difesa.

Scena 4
Il Belga entra, sussurra e segna. Ruba gli occhi solo a pensarlo, figurarsi a guardarlo con il pallone tra i piedi. “Non c’è tempo per gli altri, Kevin, questo è il tempo, il tempo di stringerci per la prima volta”. Zero a due.

Colonna Sonora: Run Baby Run Sheryl Crow

Finale:
Ci si rilassa in ciabatte, un cuore solitario attende l’amata, mentre Kone lascia i suoi i dieci. Non succede niente fino al fischio finale.

Conclusioni:
Il filo del discorso non è stato perso. Sembra un monologo mai interrotto, a recitarlo è Scott McTominay. Se a questo aggiungiamo il craque Kevin De Bruyne possiamo sentenziare che il Napoli è un tamburo con una bacchetta automatica. Ora serve l’ultimo ingaggio, quello della serena convivenza con il sogno appena cominciato.