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“Quella di Mazraoui non è omofobia, è rifiuto dell’ipocrisia”, per il Telegraph il calcio sta diventando una setta

Da “Gesù ti ama” sulla fascia arcobaleno, al no ai giacconi pro LGBTQ+, per il Telegraph è una ribellione alla visione identitaria del football

“Quella di Mazraoui non è omofobia, è rifiuto dell’ipocrisia”, per il Telegraph il calcio sta diventando una setta
Manchester United's Portuguese midfielder Bruno Fernandes wears a rainbow coloured armband during the English Premier League football match between Chelsea and Manchester United at Stamford Bridge in London on October 22, 2022. (Photo by ADRIAN DENNIS / AFP) /

“Ma come può essere veramente inclusivo scomunicare quelli con cui non si è d’accordo? Un tempo l’inclusione era un obiettivo encomiabile per il calcio. Ora sembra sempre più il linguaggio di una setta”. Oliver Brown torna sul Telegraph, per il secondo giorno di fila, a scrivere del caso della fascia arcobaleno e del “Gesù ti ama” vietato dai regolamenti. Un caso politico, ormai, arrivato fino in parlamento.

Cui va aggiunto il caso Noussair Mazraoui che ha rifiutato di indossare la maglia dello United che avrebbe dovuto celebrare la causa LGBTQ+. Secondo Brown “il marocchino, un musulmano devoto, non è stato omofobo. Ha semplicemente rifiutato di essere un ipocrita o di essere costretto a conformarsi in modo artificiale”.

E così Marc Guehi, quello della scritta “Gesù ti ama” sulla fascia da capitano arcobaleno, e così Sam Morsy che quella fascia non l’ha voluta indossare per motivi religiosi. Si sono schierati entrambi con Mazraoui pubblicamente, “nel rinnegare la politica dei gesti sulla base della religione”. Secondo Brown è un sentimento di ribellione che si sta facendo sempre più strada anche tra la gente comune.

Mazraoui, Guehi e il rifiuto della politica identitaria

È ovviamente il punto di vista del più conservatore degli editorialisti sportivi del quotidiano conservatore per eccellenza. Ma, scrive, “in qualunque modo la si voglia mettere, si tratta di un netto rifiuto della politica identitaria“. “C’è una fondamentale mancanza di giudizio al centro di questo episodio, un errore di calcolo secondo cui tutta la retorica LGBTQ+ significhi un’affermazione di valori umani fondamentali”. “Una forma di miopia che non capirò mai: perché la FA non si rende conto, attraverso la sua incessante enfasi sull’inclusione delle persone trans che sta sostenendo un sistema di credenze che contribuisce direttamente all’esclusione delle donne dal loro stesso sport?”.

“Una dinamica simile sta iniziando a essere vista in questo paese, le azioni di giocatori come Mazraoui riflettono una più ampia indignazione tra i tifosi cui viene detto cosa pensare”.

“Londra è diventata una delle città più tolleranti e accoglienti al mondo per la comunità gay. Mica c’è stato bisogno di tutti i ricami” che usa il calcio ipocrita, chiosa Brown.

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