Quando segna, sbroglia sempre storie tese: contro Parma, Cagliari, Milan e domenica contro la Roma. Conte ha detto: «È troppo buono»

Lukaku, l’importanza capitale di Romelu nell’economia della stagione del Napoli (Corsport).
Scrive il Corriere dello Sport con Fabio Mandarini:
Napoli-Roma ha sancito l’importanza capitale di Romelu Lukaku nell’economia della stagione del Napoli: per quello che già è stato e per tutto quello che dovrà essere. E poi ha messo la cornice intorno al legame inscindibile tra Antonio Conte e il suo centravanti.
«Romelu è fin troppo buono, sente grande responsabilità nei confronti miei e dei tifosi. Spero che il gol gli dia più fiducia, abbiamo bisogno di lui», ha detto il signor Antonio domenica. Tutto molto vero: finora ha messo insieme 5 reti e 4 assist risolvendo o contribuendo a risolvere giornate e serate molto complesse come quelle con il Parma, il Como, il Milan e la Roma.
Quando segna, il Napoli vince sempre. E quando segna, beh, sbroglia storie tese: il primo gol con il Parma al 92’, all’esordio sbucando fuori dalla panchina con un paio di allenamenti nelle gambe, servì a rimettere in piedi la serata dopo 73 minuti di svantaggio e affanni; due assist e tris contro il Cagliari all’Unipol Domus, in un clima infuocato; rigore del 2-1 contro un Como indomabile, nel momento più complesso del pomeriggio, e secondo assist della giornata a Neres dopo quello a McTominay in apertura. Milan e Roma le ciliegine. Tra l’altro, in campionato, soltanto Lookman come Romelu ha partecipato a tante reti o concretizzando o rifinendo (11, 7 gol e 4 assist).
Lukaku nell’analisi tattica di Alfonso Fasano per il Napolista.
Lukaku
Ecco, a questo punto è inevitabile – anche perché è una consuetudine di questa rubrica – fare una piccola digressione su Romelu Lukaku. Sulla sua prestazione, su ciò che ha offerto al Napoli. Beh, in realtà la differenza rispetto alle altre partite è davvero minima. Ma è anche gigantesca, e non siamo impazziti. Nel senso: anche contro la Roma, il centravanti belga ha messo insieme 4 palloni toccati dentro l’area avversaria e soltanto il 50% di passaggi riusciti.
Al tempo stesso, però, i 4 tocchi di cui abbiamo detto sono bastati per mettere insieme un gol, un passaggio chiave e una delle 5 conclusioni costruite dal Napoli nella ripresa (il colpo di testa sul calcio d’angolo battuto al minuto 50′, poco prima del gol). Insomma, Lukaku ha avuto un impatto significativo in 3 azioni pericolose costruite dal Napoli. In 2 di queste l’ha fatto nel modo giusto, con un bel tocco sotto porta e con una giocata tecnica e molto intelligente. Questa:
Quanti centravanti di Serie A riescono a fare un passaggio del genere?
Al momento, anche qui usiamo parole un po’ brutali, il compito/destino di Lukaku è questo: deve riuscire a essere decisivo con quel poco che riesce a costruirsi. E che la sua squadra riesce a offrirgli. Le sue partite sono fatte di un’enorme mole di lavoro sporco, di tantissimi movimenti a vuoto e duelli con i difensori. Ma anche di questi micro-eventi in cui poter mettere la firma. Ci sono state – e ci saranno – gare in cui gli è bastato, e in fondo il centravanti del Napoli è già a quota cinque gol e quattro assist in 802 minuti di gioco in Serie A. Allo stesso modo, ci sono state – e ci saranno ancora – gare più difficili, in cui non riuscirà a essere determinante.
Quella di Lukaku è una condizione strana. Inattesa, se vogliamo. Perché tutti ci aspettavamo che fosse il centro di gravità assoluto del Napoli, del Napoli-di-Conte schierato con la difesa a tre e che praticasse un gioco più verticale, più diretto. E invece il tecnico salentino, che giustamente legge e asseconda il flusso degli eventi, sta andando in un’altra direzione. Ha fatto e sta facendo qualcosa di diverso rispetto a quanto poteva suggerire il suo passato. Poi è chiaro, Lukaku non ha ancora raggiunto il top della forma fisica, quindi fa ancora più fatica a incidere in un contesto del genere. In questo senso, il tempo e l’apertura di Conte a ulteriori esperimenti potrebbero dargli del margine per tornare a essere più graffiante. O quantomeno più coinvolto.