Dopo lo Stoccarda. La Gazza scrive: “Il crollo non può essere colpa solo dei calciatori. Undici tiri in porta, un palo, quattro grandi parate di Perin più il rigore”

Thiago Motta distrutto dalla Gazzetta: “Juve umiliata, derisa, tante scelte incomprensibili del tecnico”.
La Gazzetta tratta la Juventus per quello che è, o almeno per quel che è stato nella serata di Champions contro la Stoccarda: una squadra senza né capo né coda, in balia dell’avversario, che deve ringraziare parecchi santi che non sia finita tre o quattro a zero per i tedeschi di Hoeness.
Ecco l’attacco dell’articolo dell’inviato Fabio Licari:
Una lezione memorabile. Uno sprofondo nascosto pietosamente dallo 0-1, non dal racconto di una figuraccia. La Juve più brutta di Thiago Motta e forse oltre. La Juve che non ci capisce niente dal primo secondo al nono (esagerato) minuto di recupero, in balia totale dello Stoccarda. Umiliata. Strapazzata. Quasi derisa. Undici tiri in porta, un palo, quattro grandi parate di Perin più quella del rigore che illude si possa ancora pareggiare. L’ennesima espulsione in area, colpevole Danilo. E soprattutto una disperante sensazione d’impotenza. Zero idee, gambe molli, fantasia da scrittori di serie C. Escluso Perin, non c’è uno che si avvicini alla sufficienza.
Il crollo non può essere colpa solo dei giocatori: scelte non logiche di Thiago Motta
Ma se il crollo è collettivo la colpa non può essere soltanto dei giocatori. Manca organizzazione, tante scelte non sono logiche. Sul banco degli accusati va Motta che lascia Yildiz a sinistra, costringendolo a un’ora di niente, prima di spostarlo, vai a capire perché, da centravanti. Non l’unica mossa poco comprensibile. Visioni sì, ma distopiche, quelle del tecnico. C’è da stare… allegri soltanto per un motivo: la differenza gol, importante per la qualificazione, poteva farsi imbarazzante. Lo 0-1 mente spudoratamente. La Juve non sa segnare contro difese schierate e adesso neanche in contropiede. Peggio: non sa costruire un contropiede. Caro Motta, urge qualche riflessione.