L’ex calciatore del Chelsea: «Sarri era un allenatore molto superstizioso, molto diverso»

È una stagione di riposo, almeno per il momento, per Maurizio Sarri, ex tecnico del Napoli che, dopo l’esperienza alla Lazio, attende ora una nuova chiamata. Dopo la panchina partenopea Sarri scelse di andare ad allenare in Inghilterra al Chelsea, dove in tanti si ricordano ancora di lui, tra questi Gary Cahill.
Cahill, allora 33enne ed alle prese con parecchi problemi fisici, scese in campo solo 8 volte in quell’unica stagione di Sarri al Chelsea.
Intervenuto al podcast ‘One One’ dell’ex compagno John Obi Mikel ha raccontato quanto fosse superstizioso il tecnico toscano: «ogni venerdì ci faceva provare la stessa azione, ma non c’era bisogno, era elementare».
Sarri, un allenatore superstizioso
Il calciatore ha sottolineato l’esperienza negativa avuta con Sarri che neanche il trionfo in Europa League del 2019 ha cancellato: «Sarriball? Ci ho giocato e ancora non so cosa sia! Ma lui non mi ha fatto giocare molto…»
«Sarri era un allenatore molto superstizioso, molto diverso. Eravamo soliti provare un’azione a centrocampo, passare il pallone a uno dei difensori centrali, metterci sopra un piede e tu dovevi semplicemente girarlo in diagonale, come alla ripresa di una partita. Ma ci lavoravi ogni venerdì con i giocatori reduci dalle nazionali al completo. Ci vuole solo una sessione, non è vero? Se siamo io e te, e tu devi mettere il piede sulla palla, e io devo girarla in diagonale, è tutto quello di cui abbiamo bisogno, una sessione. Ogni venerdì o ogni giorno prima di una partita, lui faceva fare questo esercizio. Mi ha fatto impazzire. Pensavo, va bene le prime settimane quando è appena arrivato, ma dopo qualche mese… Cosa sta succedendo qui? Dobbiamo farlo di nuovo?». Cahill ha poi scherzato sui potenziali vantaggi prodotti dal ripetere sistematicamente lo stesso esercizio in allenamento: «Qualche rimessa laterale, credo, ad esagerare!»