Il Corsera: scelta forte lasciarli in panchina, inevitabili le conseguenze che una scelta del genere potrà avere anche nello spogliatoio

Anche il Milan ha il suo ammutinamento da cooling break: Theo e Leao fanno discutere.
Il Milan pareggia 2-2 in casa della Lazio. Ma si parla soprattutto della scena di Theo e Leao, appena entrati (hanno cominciato in panchina) che non partecipano al cooling break. Theo nega che sia stata un gesto polemico nei confronti dell’allenatore portoghese.
Scrive il Corriere della Sera:
Due punti in tre partite. Con Leao che entra e segna il 2-2, per poi restarsene in disparte insieme a Hernandez, alzando un polverone. Il Milan non decolla, anzi resta proprio a terra, perché un avvio così lento, il peggiore dal 2011/12 a oggi, complica ulteriormente la rincorsa alla seconda stella, che avanti di questo passo diventerà presto un miraggio.
Milan, altra serata da dimenticare: due punti in tre partite
Il pareggio definitivo di Rafa, lasciato inizialmente in panchina insieme all’amico Hernandez. Non devono averla presa benissimo quei due, perché alla prima pausa per dissetarsi dopo il 2-2 si piazzano dall’altra parte del campo, lontano dalla panchina, dai compagni e dall’allenatore: un gesto polemico per la bocciatura? Poi Theo dirà di no. Di sicuro, una scena mai vista. Fatto sta che l’orgoglio ferito ha avuto l’effetto di una scossa sia su Rafael sia su Theo. Forse una delle poche buone notizie della serata rossonera, per il resto da dimenticare, come le due prime partite.
È stata una scelta forte, quella di partire all’inizio senza due big del calibro di Leao e Theo, oltre a Calabria. Per il peso specifico della serata, del tutto simile a un crocevia, ma anche per le inevitabili conseguenze che una scelta del genere potrà avere anche nello spogliatoio. Un segnale preciso di Fonseca, evidentemente sostenuto dal club: gioca chi merita. «Non è una punizione, ma una scelta per il meglio della squadra — ha spiegato l’allenatore —. Ho parlato con loro e hanno capito. Non creiamo problemi che non ci sono». Theo l’ha motivata così: «Non avevamo nulla contro squadra e allenatore. Solo non avevamo bisogno del cooling break».