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A De Rossi la Roma voleva imporre di non far superare a Dybala le 14 partite per non far scattare il rinnovo

Repubblica: costerebbe 30 milioni lordi, un colpo ingestibile per le casse romaniste. De Rossi alla richiesta si era dimesso

A De Rossi la Roma voleva imporre di non far superare a Dybala le 14 partite per non far scattare il rinnovo
Ci Salerno 29/01/2024 - campionato di calcio serie A / Salernitana-Roma / foto Carmelo Imbesi/Image Sport nella foto: Paulo Dybala-Daniele De Rossi

A De Rossi la Roma voleva imporre di non far superare a Dybala le 14 partite per non far scattare il rinnovo. È quel che scrive Repubblica in due diversi articoli.

Nel primo, a firma Marco Juric:

Lina Souloukou, influentissima amministratrice delegata e figura di fiducia dei Friedkin, però non sta con le mani in mano. La proprietà riflette. Lei studia le alternative. Come se sapesse già che la situazione è destinata a precipitare in fretta. Lacronaca le darà ragione. È lunedì sera quando Dan Friedkin e il figlio Ryan convocano Souloukou, il ds Florent Ghisolfi e per ultimo, in piena serata, Daniele De Rossi. È il secondo atto di quanto avvenuto poche settimane prima, quando l’allenatore aveva presentato le sue dimissioni dopo il caso Dybala e le continue frizioni con l’amministratrice delegata. La richiesta è di non far giocare il campione argentino per più di 14 partite, in modo da non far scattare il rinnovo automatico del contratto. Costerebbe 30 milioni lordi, un colpo ingestibile per le casse romaniste. Per De Rossi però quella richiesta è un’ingerenza nel suo lavoro e rimette il mandato. Ma il board americano respinge le dimissioni. Crisi rientrata, come vedremo solo per qualche settimana.

Il secondo, a firma Matteo Pinci:

A De Rossi la proprietà, per bocca di Lina, voleva imporre di usare Dybala col misurino per non far scattare il rinnovo automatico, portandolo a dimissioni poi respinte dalla proprietà. Mentre totem come Bruno Conti si sono visti dimezzare stipendio e incarichi. Non l’unico. Al punto che a Trigoria c’è chi ha adeguato un’orazione di Cicerone alla dirigente, dicendo: «Fino a quando dunque, Cati-Lina, abuserai della nostra pazienza?».

Insulti sui social a De Rossi per il caso Dybala: «Quello che mi hanno scritto non me lo direbbero in faccia» (agosto)

Il caso Dybala aizza le masse romaniste contro la Roma e De Rossi. Ieri in conferenza stampa il tecnico giallorosso ha raccontato di aver ricevuto minacce e insulti per la cessione di Dybala.

Il CorSera riprende le parole di De Rossi:

Iniziare il campionato con il mercato ancora aperto è una degenerazione sportiva. Tra gli effetti collaterali più deleteri c’è anche lo spazio lasciato a leoni da tastiera, tifosi soltanto di se stessi e maleducati di ogni genere.

Il caso Dybala ha scatenato la contestazione contro i dirigenti della Roma, coinvolgendo Daniele De Rossi che, secondo chi non conosce nemmeno il capitolo uno della storia giallorossa, sarebbe un burattino nelle mani dei Friedkin. È stato proprio l’allenatore a raccontare di aver ricevuto decine di insulti: «Do poco peso ai social anche se ne hanno tanto. Questa maniera di parlare è diventata un modo di fare quotidiano, ma sono sicuro che quello che mi hanno scritto non me lo direbbero in faccia. Non vai in giro per strada ad augurare un tumore o la morte della famiglia perché hai venduto un giocatore o perso una partita. Mi hanno dato fastidio per 20 minuti, ma adesso sorrido. Cento messaggi così sono brutti, però se calcoli che i romanisti sono milioni allora gli insulti diventano pochi. Sono andato a vedere le foto dei profili: ragazzini di 14-15 anni, oppure subumani mai visti. Meglio lasciare perdere. Chi dice queste cose dietro una tastiera non è degno del mio interesse. Non è cambiato nulla tra me e i romanisti, magari qualche risultato buono porterà il sereno con chi si diverte sui social».

La Joya vorrebbe giocare altri due anni in Europa, però la situazione con la Roma è cambiata. A spingere ci sono gli agenti per cui sono previste commissioni per un totale di 7-8 milioni di euro.

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