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Querela Egonu, il gip archivia. Le frasi di Vannacci “improprie e inopportune” ma “non voleva denigrarla”

La motivazione del giudice con cui archivia l’accusa di diffamazione a carico del generale Vanacci (eletto eurodeputato). Il suo legale: «È la vittoria della libertà di opinione»

Querela Egonu, il gip archivia. Le frasi di Vannacci “improprie e inopportune” ma “non voleva denigrarla”
Db Monza 03/05/2022 - Play off scudetto serie A femminile / Vero Volley Monza-Prosecco Doc Imoco Volley Conegliano / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Paola Egonu

Il giudice per le indagini preliminari Alessandro Dal Torrione ha archiviato l’accusa di diffamazione a carico del generale Roberto Vannacci, eurodeputato della Lega, presentata della pallavolista dell’Italia Paola Egonu. La campionessa lo aveva querelato per alcune frasi del suo libro, “Il mondo al contrario”, in cui si leggava: «Anche se Paola Egonu è italiana di cittadinanza, è evidente che i suoi tratti somatici non rappresentano l’italianità…».

Secondo il tribunale Vannacci non voleva denigrare Egonu

Il giudice ha quindi archiviato il caso con le seguenti motivazioni riportate dal Corriere dello Sport:

Quella frase «ben può essere valutata come impropria e inopportuna» anche «in merito al riferimento (che appare ingiustificato) a una specifica persona che legittimamente si è doluta di essere chiamata in causa». Ma «non risulta tuttavia emergere un superamento del limite della continenza che possa dirsi indicativo della volontà, da parte dell’indagato, di offendere gratuitamente la reputazione» di Egonu, «di denigrarla, di sminuirne il valore, di portare un attacco indebito alla persona».

Lo scrive il gip di Lucca Alessandro Dal Torrione nell’ordinanza di due pagine con cui ha archiviato l’accusa di diffamazione nei confronti della pallavolista Paola Egonu per il generale Roberto Vannacci. Ulteriori indagini, come richiesto dal legale della campionessa, scrive ancora il gip «non appaiono esperibili con profitto e utilità concreta tale da poter condurre a una diversa valutazione in ordine alla sostenibilità dell’accusa in giudizio» . «È la vittoria della libertà di opinione – commenta l’avvocato Massimiliano Manzo, difensore di Vannacci – Siamo felici dell’esito del procedimento e di aver trovato un giudice che ha ascoltato le nostre ragioni».

Vannacci abbassa la cresta: «Fiero che lei rappresenti il nostro tricolore»

Roberto Vannacci, il generale dell’esercito, convinto sostenitore di alcune idee particolari e candidato alle elezioni europee con la Lega, ha chiesto scusa a Paola Egonu. In realtà, le “scuse” non vengono mai pronunciate ma il generale ci tiene comunque a chiarire che non aveva nessuna intenzione di offendere. Vannacci ha sperimentato quello che viene chiamato “negging“: la nobile arte di insultare e denigrare facendo dei complimenti.

Infatti la Egonu lo aveva querelato per alcune frasi razziste e denigratorie nel libro “Mondo al contrario”. In una lettere aperta, Vannacci scrive:

«A seguito delle incomprensioni che si sono verificate dal momento della pubblicazione, è mia intenzione fornirle l’interpretazione autentica delle parole e delle espressioni da me usate nei suoi confronti. Senza alcuna intenzione offensiva, ritengo che le diversità e le differenze di religione, di cultura, di origini, di etnia rappresentino una ricchezza per la società e non vadano travisate con la discriminazione. Non ho mai avuto dubbi sulla sua cittadinanza italiana e sono personalmente e convintamente fiero che lei rappresenti il nostro tricolore con la sua eccellenza sportiva ma questo non può celare visivamente la sua origine di cui, sono convinto, lei stessa vada fiera».

 

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