Alla Gazzetta: «Luis Enrique è il “boss”, Mbappé ha il diritto di essere ambizioso. Sinceramente non vedo nessuna minaccia dalla Superlega»

La Gazzetta ha intervistato Al Khelaifi, il presidente del Psg. Con la giornalista Elisabetta Esposito, il presidente dei parigini ha parlato di Mbappé, di Luis Enrique, di Uefa e Superlega. Sulla Champions dice che è una questione di dettagli vincerla, non si tratta di avere le stelle in squadra.
«Il mio Psg ha vinto tutto, tranne il torneo più importante. Eppure ci siamo arrivati tanto vicini… Se vedrò la finale? Per me non è semplice farlo, ma sono sicuro che sarà incredibile. La Champions è una questione di dettagli, una coppa difficilissima, proveremo ancora a vincerla. Io ci credo».
Al Khelaifi: «Luis Enrique il boss. Mbappé ha il diritto di essere ambizioso»
Il Psg ha avuto i migliori del mondo eppure non l’ha conquistata.
«Il calcio non è una questione di giocatori, ma di squadra. Se mi chiedete quale sarà la prossima stella che acquisterò vi rispondo il collettivo. È importante che il gruppo sia ancora più coeso, al di là dei singoli talenti. Questa è la nostra strategia e saremo più forti di prima».
Una strategia nuova.
«Stiamo cambiando, già quest’anno abbiamo fatto tutto per Luis Enrique: è lui il “boss” (usa esattamente questa parola, ndr), di lui mi fido ciecamente. Anche se fossimo usciti durante la fase a gironi non lo avrei cambiato perché so che siamo sulla giusta strada. L’obiettivo più che vincere il prossimo anno è costruire una squadra che esalti lo sport che amiamo».
Su Mbappé poche parole condensate nella frase: «Gli auguro il meglio. Ora ha il diritto di essere ambizioso e di fare nuove esperienze, è un ragazzo fantastico». Nessun accenno, ovviamente, a stipendi bloccati, liti e dispetti.
Poi l’endorsment alla Uefa e l’attacco alla Superlega:
«La nuova Champions sarà splendida, la Uefa sta facendo un ottimo lavoro. La Superlega non è mai esistita e non esisterà mai. Sinceramente non vedo nessuna minaccia. Credo non ci creda più nemmeno Laporta».
La Gazzetta gli chiede del Mondiale in Qatar:
«È stato un viaggio lunghissimo e durissimo. Molti non sono stati gentili con il mio Paese, ho sentito troppe persone chiedersi perché si facesse lì. La mia gente ha dimostrato che anche il Qatar può organizzare bene una Coppa del mondo. Anzi, è stato il miglior evento della storia, abbiamo visto la miglior finale di sempre in stadi sicuri e meravigliosi. E con i qatarioti che hanno ospitato gli sconosciuti offrendo cibo e bevande. Ho i brividi quando penso all’orgoglio qatariota».