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Mazzocchi (Rai): «Il calcio italiano ha bisogno di De Laurentiis quando non fa il feudatario medievale»

A 1 Station Radio: «Ho molto apprezzato alcune sue prese di posizione quando non perde le staffe per stupidaggini o fa il presidente padrone».

Mazzocchi (Rai): «Il calcio italiano ha bisogno di De Laurentiis quando non fa il feudatario medievale»
Db Riyad (Arabia Saudita) 22/01/2024 - finale Supercoppa Italiana / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Aurelio De Laurentiis

Il giornalista Rai Marco Mazzocchi è intervenuto a 1 Station Radio per parlare di quanto accaduto tra De Laurentiis e Sky ieri sera e del match di stasera tra Barcellona e Napoli.

Si può dire che, se il Napoli è a Barcellona, il merito è anche di Garcia, che ha lasciato gli azzurri ad un punto dalla qualificazione agli ottavi?

«È chiaro che si parla dei paradossi ma, alla fine, è così. Garcia non aveva fatto un grandissimo lavoro, ma non era poi così brutto, soprattutto visto quel che è accaduto dopo. Sapevamo che nessuno avrebbe potuto fare meglio di Spalletti, il vero fuoriclasse del Napoli dello scorso anno. Certo, Garcia avrebbe potuto fare un po’ meglio. Ciò detto, il Napoli è a Barcellona per giocarsela».

Un commento su quanto accaduto alla viglia di Barcellona-Napoli con l’episodio che ha coinvolto De Laurentiis?

«Sto faticando a capire certe cose. Ho molto apprezzato alcune sue prese di posizione sul calcio italiano, la sua voglia di riformarlo. Dice cose molto sensate quando non perde le staffe per stupidaggini. Quando non vuole fare il presidente padrone, insomma. De Laurentiis è una testa diversa, una testa di cui il calcio italiano ha bisogno. Quando, però, non fa il feudatario medievale. Quanto è successo ieri, al di là della gravità dell’episodio, rappresenta una esibizione di potere che a me ha dato molto fastidio. Non puoi pretendere di decidere chi ti intervista, come ti intervista. Soprattutto se ci sono delle regole. Sono basito che fino ad adesso non ci sia stato un comunicato dell’Ordine dei giornalisti o di Sky. È stata una figuraccia, di De Laurentiis e del calcio italiano. Mi sarebbe piaciuto se il presidente avesse fornito delle scuse pubbliche. Il patron è un grande personaggio del nostro calcio, nel bene e, oggi, nel male».

Cosa dovrebbero fare i giornalisti per rispondere a quanto accaduto?

«Il giornalista non è mai incudine, non è possibile. Il suo dovere è quello di dover essere martello. Bisogna strutturarsi, serve rispondere. Bisogna fare le domande sapendo che puoi avere un certo tipo di risposta, anche provocatoria, e prepararsi per quella risposta. Troppi ragazzini vengono mandati allo sbaraglio per pochi euro, con telecamera e microfono, senza però avere la preparazione per rispondere. Non è il caso di Sky ma, ieri, quando De Laurentiis ha fatto questa scena, a Sky hanno riso. Bisogna avere la personalità per cogliere certi episodi, che sono gravi. Bisogna rispondere a tono. Non siamo servi di nessuno, non possiamo farci mettere i piedi in testa da nessuno».

Sia Xavi che Calzona hanno detto di voler fare possesso palla. Può essere il preludio ad una gara che termina ai calci di rigore?

«Non so se sia un collegamento effettivo quello tra possesso e calci di rigore. Una gara di solo possesso palla mi terrorizza, penso a due squadre che si passano palla senza mai tirare in porta… La traduco con ‘voglio avere la palla per dominare la partita’. Secondo me, se si gioca a possesso palla puro, il Barca è più forte. Per questo credo che Calzona stia ragionando su altre dinamiche. Magari sulle verticalizzazioni di Spallettiana memoria. È una gara che si vince se si gioca alla Spalletti. Se si giocherà sul possesso palla, avrà la meglio il Barcellona».

Può essere la notte di Kvaratskhelia?

«Per fortuna Kvara, negli ultimi tempi, si è rimesso in vetrina. È una gara che può esaltarlo, e che può dare un senso alla stagione del Napoli. È giusto sperare che accada, ma è opportuno essere coscienti che potrebbe non essere così. Il Barcellona è una squadra di valore, che gioca in casa. La stagione del Napoli ci dice che la serata di oggi non è scritta. Resta una giornata straordinaria per gli azzurri e Kvara può essere l’elemento che fa la differenza. Non resta che tifare per il Napoli in quanto tale e non perché squadra italiana».

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