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L’Inter è più veloce del Napoli ad alzarsi dal lettino dello psicanalista (Corsera)

Come a Madrid, però i nerazzurri non trovano il colpo del ko e fanno i conti con l’orgoglio dei campioni uscenti. È stata una terapia di coppia

L’Inter è più veloce del Napoli ad alzarsi dal lettino dello psicanalista (Corsera)
Inter Milan's Argentine forward #10 Lautaro Martinez (L) fights for the ball with Napoli's Ivorian midfielder #08 Hamed Traore during the Serie A football match between Inter Milan and Napoli at San Siro stadium in Milan, on March 17, 2024. (Photo by Isabella BONOTTO / AFP)

L’Inter è più veloce del Napoli ad alzarsi dal lettino dello psicanalista. Lo scrive il Corriere della Sera con Paolo Tomaselli.

Più che un semplice passaggio di consegne scudetto, va in scena una terapia di coppia — e anche di Coppa — in prima serata. L’Inter è più veloce del Napoli ad alzarsi dal lettino dello psicanalista e ci mette un po’ a ricordarsi che c’è vita, e pure bella, sul pianeta campionato: ci vuole una girata di Darmian su assist di Bastoni poco prima dell’intervallo per togliersi di dosso un po’ delle scorie della Champions, con annesso flop ai rigori. Come a Madrid, però i nerazzurri non trovano il colpo del ko e fanno i conti con l’orgoglio dei campioni uscenti, che a loro volta si leccano le ferite dopo l’eliminazione di Barcellona, diventando i primi nel 2024 a fermare l’inter in campionato, facendo scendere a 14 i punti di vantaggio dei nerazzurri sul Milan: decisivo nel finale un colpo di testa di Juan Jesus, su palla prolungata di testa da Bastoni sugli sviluppi di un corner.

Ziliani: Attendiamo fiduciosi che l’Inter prenda le distanze dal comportamento di Acerbi

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Sembra una barzelletta, ma nel giorno in cui sulla maglia dei calciatori compare la scritta “Keep racism out”, il difensore dell’Inter si rende protagonista di un insulto razzista verso il brasiliano del Napoli. La protesta civile di Juan Jesus ferma la partita per un minuto e mezzo. Nonostante le scuse, resta l’episodio vergognoso: ora il cerino è nelle mani dell’Inter…

Minuto 58 di Inter-Napoli. Come fece Maignan in Udinese-Milan, ma in modo meno plateale, il difensore brasiliano del Napoli Juan Jesus va dall’arbitro e di fatto fa sì che il gioco venga interrotto per un minuto e mezzo.

Juan Jesus dice a La Penna indicando Acerbi: “Mi ha detto: sei un negro. E questo non va bene. Non va bene. Qui – e indica la scritta “Keep racism out” cucita sulla maglia all’altezza della spalla – abbiamo una scritta. Non va bene”.

Ora, premesso che Juan Jesus a fine partita, ancora a caldo, non ha voluto rispondere alla domanda di Diletta Leotta che voleva sapere cosa gli avesse detto Acerbi per averlo fatto tanto arrabbiare “(“Quel che accade in campo rimane in campo – ha risposto Juan Jesus -, Acerbi più tardi si è scusato: spero che non ripeta più quello che ha detto oggi”), e la cosa va a suo onore, resta l’estrema gravità dell’accaduto: un conto sono gli insulti razzisti lanciati dalla curva dei tifosi più retrivi e primitivi, un conto è l’insulto razzista rivolto in campo da calciatore a calciatore, da collega a collega, da uomo a uomo. Che il fatto sia realmente accaduto lo si è notato subito dall’atteggiamento dei compagni di Acerbi – in particolare modo Di Marco – e dello stesso Acerbi.

Archiviate le scuse del difensore dell’Inter, resta la vergogna di quel che è successo. E forse sarebbe il caso che l’Inter in qualche modo rendesse noto a tutti che la prima ad essere dispiaciuta e delusa dal comportamento del suo giocatore è la società.

Attendiamo fiduciosi.

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