Il giornalista Martínez scrive: “Non mi viene in mente nessun altro allenatore in grado di garantire una prestazione migliore a questi giocatori”

In Spagna ci stanno ripensando. Forse non è giusto che Xavi vada via dal Barcellona a giugno. Opinioni che cambiano, casualmente, proprio ora che il Barcellona sembra in via di ripresa.
Alfredo Martinez scrive su Sport:
“Questo continuo andare su e giù, questo ottovolante di emozioni che è il Barcellona, ci fa vivere e cambiare prospettiva costantemente, rapidamente. Le stesse persone che chiedevano a gran voce che Xavi se ne andasse il prima possibile, ora lo vedono come il leader che può reindirizzare il resto della stagione per terminare bene la stagione in Liga e, perché no, in Champions League. E, naturalmente, per iniziare una nuova sfida alla guida della squadra la prossima stagione. Non c’è nessuno che conosce meglio casa quanto Xavi.
Le montagne russe di Barcellona e le critiche che cambiano sono tutte una cosa sola. A questo va aggiunta l’incertezza generata dalla frase di Xavi che “oggi” definisce la decisione di lasciare il 30 giugno inamovibile. Quel “oggi” è una wild card e una porta aperta troppo grande per chiuderla già. Xavi ha generato quell’irrequietezza, quella sospensione sul futuro. La ricerca di una reazione nei giocatori, con buone intenzioni, ha generato anche un’instabilità sportiva.
Al giorno d’oggi il Barcellona non prende decisioni definitive pur conoscendo la decisione definitiva dell’attuale allenatore del Barcellona. E questo, a lungo termine e come pianificazione futura, non è una cosa buona”.
Xavi adesso è l’unico che può allenare il Barcellona
Martínez fa parte della schiera di persone che vogliono ancora Xavi in panchina. “Sono uno di quelli che considerano e credono che la soluzione migliore per la panchina del Barcellona sia che Xavi continui ad allenare la squadra, almeno per un’altra stagione. Non mi viene in mente nessun altro allenatore in grado di garantire una prestazione migliore a questo gruppo di giocatori e ciò che è forse più importante, che si impegna con i giovani giocatori dell’academy come sta facendo l’attuale allenatore“.