È luce d’artista. Il Napoli si è finalmente riconosciuto, ha realizzato tutto quello che gli sembrava impossibile fare fino ad un minuto prima

Il tacco di Anguissa spezza l’incantesimo, riaccende la memoria del Napoli. Lo scrive Antonio Corbo sull’edizione napoletana di Repubblica.
Forse tutto avviene in un attimo, quando dopo mezz’ora di ennesima intermittenza e già sotto di un gol, paventando l’ennesima sconfitta, Anguissa raccoglie un passaggio corto dalla destra e inventa un tacco che è luce d’artista, Rrahmani è lì pronto a girare in rete al centro di una difesa sbalordita. È un lampo che riaccende la memoria, il Napoli si è finalmente riconosciuto, ha realizzato tutto quello che gli sembrava impossibile fare fino ad un minuto prima e che era l’anno scorso il suo ordinario repertorio. Il Napoli si è stracciato di dosso il Napoli degli ultimi sette mesi, era affondato nella fatica vivere, giocare, vincere.
Daje di tacco, daje di punta
dal Napolista.
Il Napoli che non ti aspetti. All’improvviso. Bagliori di Napoli. La squadra di Calzona si ritrova sotto dopo 17 minuti per un tiro rasoterra da venti metri di Racic. Sembrava la solita giornata buia. E invece quando meno te l’aspetti in due minuti: dal 29esimo al 31esimo il Napoli ribalta la partita. E lo fa con due gol fotocopia. Palla lunga in area, un calciatore che fa da pivot e la rimette indietro per il compagno che accorre e segna.
La rimonta da 1-0 a 1-3 (poi 1-6)
La prima volta, al minuto 21, c’è Di Lorenzo che serve profondo in area Anguissa: il camerunense è intelligentissimo, di tacco serve all’indietro Rrahmani che arriva e calcia rasoterra sul secondo palo: Consigli la sfiora ma non riesce ad evitare il gol.
Due minuti e il Napoli replica. Stavolta a essere servito in area, stessa posizione di Anguissa, è Politano che non di tacco ma serve ugualmente all’indietro e Osimhen segna.
Dieci minuti e Victor, di punta, dalla stessa posizione segna il 3-1.