A Radio Anch’io Sport: «Il mese prossimo faremo due amichevoli negli Usa perché manchiamo da tanti anni, lo hanno chiesto le comunità di italiani»

Così Gabriele Gravina, presidente della Figc, ospite di Radio Anch’io Sport su Rai Radio 1, sui prossimi Europei in Germania e poi sulla riforma del campionato.
Gravina: «Iserlhon sarà il nostro quartier generale»
Le parole di Gravina sugli europei:
«Iserlhon sarà il nostro quartier generale, abbraccerà tantissimi italiani. I nostri connazionali non fanno mai mancare l’affetto, trasmettono l’entusiasmo ai nostri atleti. Ci stiamo preparando con grande attenzione, il mese prossimo faremo una puntata negli USA perché manchiamo da tanti anni, perché lo hanno chiesto ad alta voce le comunità di italiani presenti a Miami e New York. Faremo queste due amichevoli, con la partecipazione della nostra Nazionale a tanti eventi».
«Arrivare a una condivisione senza andare a intaccare l’obbligo d’intesa»
Il presidente della Figc ha poi ripreso il tema delle riforme del calcio italiano:
«La strategia è chiara: è giusto rispettare la volontà delle componenti, che hanno apprezzato il contenuto del piano strategico, per arrivare a una condivisione senza andare a intaccare l’obbligo d’intesa. L’idea è di mettere da parte i punti su cui ci si divide, a volte anche strumentalmente, per concentrarci tutti insieme sul trovare l’accordo sulle riforme economico-finanziarie. Domani avremo questo ulteriore confronto, i primi di marzo convocheremo un consiglio federale, dove mi auguro si potranno licenziare le prime nuove norme. E subito dopo ci dedicheremo ai format e al sistema promozioni-retrocessioni».
E poi ha continuato:
«Credo ci sia una necessità di riformare il sistema, ma il concetto di riforma richiede disponibilità al cambiamento. E cambiare richiede confronto, partecipazione ma soprattutto coraggio. È la risposta concreta a una situazione che non palesa un capacità evolutiva in positivo. Sono convinto che il calcio italiano stia facendo finalmente un’analisi approfondita su quello che bisogna cambiare per migliorare la stabilità e la competitività. Le discussioni e le fibrillazioni degli ultimi giorni vanno interpretate in maniera positiva. Vuol dire che la scossa data con l’indizione dell’assemblea ha prodotto il risultato di smuovere da una sorta di torpore e di rassegnazione la gran parte dei protagonisti del nostro mondo».