Alla Camera: «Inoltre va perseguito il ritiro del gradimento di certi soggetti coinvolti, ma è un compito che spetta a leghe, club e federazioni»

Il ministro dello sport, Andrea Abodi, è intervenuto alla Camera rispondendo a un’interrogazione parlamentare sul tema del razzismo. Il ministro, così come a suo tempo fece Gravina, crede nel recupero dei razzisti. Il sottotesto è che è sufficiente che i colpevoli, così come i ludopatici, frequentino una serie di incontri con psicologi ed esperti insieme ad una serie di incontri pubblici formativi, per “guarire” dalla malattia del razzismo. Ce li vediamo gli stessi presenti a un convegno sull’apartheid. Tipo cura Ludovico
«Chi non comprende regole del gioco deve uscire dallo stadio»
Le parole di Abodi alla Camera:
«Chi non comprende regole del gioco deve uscire dallo stadio. Dopo il caso Maignan è stato costituito gruppo di lavoro che sta studiando la struttura del Daspo, valutandone la tracciabilità nei documenti personali dei soggetti coinvolti. Daspo, poi, da associare anche a un recupero delle persone che incorrono in certi errori. Inoltre va perseguito il ritiro del gradimento di certi soggetti coinvolti, ma questo è un compito che spetta a leghe, club e federazioni».
Nell’interrogazione al ministro Abodi due i casi sollevati. Oltre quello di Maignan, al ministro è stato chiesto conto anche dello striscione «via Raffaele Stasi 40/46 – Na», esposto in occasione della gara di Champions tra Milan e Napoli:
«Non può esserci atteggiamento diverso dell’assoluta condanna. E non c’è una scala di valori tra una discriminazione razziale e una territoriale. Va ricordato che esiste un osservatorio nazionale per le manifestazioni sportive che a partire dalla scorsa stagione ha avviato un’indagine. Il monitoraggio ha elaborato dati che impongono attenzione costante. Nel 2022 ci sono stati 26 episodi di razzismo, 10 di antisemitismo e 15 discriminazione territoriale. Nel 2023 sono 43 di razzismo, 12 di antisemitismo e 28 di discriminazione territoriale, mentre nel 2024 sono 4 i casi di razzismo, uno quello antisemita e 3 di stampo territoriale».
Gravina vuole recuperare anche i razzisti: «Mi piace l’idea del Daspo accompagnato da processi di riabilitazione»
Oggi pomeriggio l’incontro organizzato dal ministro dell’Interno Piantedosi con il ministro dello Sport Abodi, il presidente Figc Gravina e il numero uno della Lega Serie A Casini. Obiettivo dell’incontro era presentare il progetto “Calcio Libero” e discutere della tematica del razzismo negli stadi. L’ultimo episodio è avvenuto ai danni di Maignan, portiere del Milan, durante Udinese-Milan.
Alla fine dell’incontro, Gravina ha rilasciato alcune dichiarazioni all’Ansa. Il presidente della Figc ha ribadito l’importanza dei provvedimenti incisivi come il Daspo ma ha anche auspicato il ricorso a percorsi di recupero per chi si macchia di questi gravi gesti.
«Incontro positivo. Abbiamo delineato alcune idee e riflessioni che possono migliorare la qualità infrastrutturale, mi riferisco in particolare all’ipotesi d’inserimento del riconoscimento facciale. Abbiamo ribadito che le nostre norme sancite nell’articolo 62 delle Noif sono le più severe a livello internazionale. Il principio enunciato da Infantino (sconfitta a tavolino, ndr) è già previsto dalle nostre norme. Più complicato è poi applicarlo. Inasprire il Daspo? Io sono molto favorevole soprattutto all’idea del recupero. Il Daspo è sicuramente uno strumento che sta dando i suoi frutti. Quindi inasprirlo non so a cosa possa servire. A me piace più l’idea del Daspo, ma che sia accompagnato da un processo di recupero, di riabilitazione».