Alla Gazzetta: «Sento la responsabilità di trasmettere allegria e leggerezza, pur sapendo che ci sono tifosi davanti alla tv che soffrono»

La Gazzetta dello Sport analizza il cambiamento del linguaggio nel racconto calcistico. A questo proposito ha chiesto una consulenza a Pierluigi Pardo, famoso telecronista.
Quanto è cambiato il linguaggio delle telecronache?
«Tanto, perché di pallone si parla continuamente. È cresciuto il livello dei telespettatori che conoscono bene pure il calcio internazionale. E anche le seconde voci sono sempre più brave a svolgere il loro compito: con loro puoi approfondire certi aspetti un po’ più tecnici o tattici. Nella fase finale di Juve-Roma, ad esempio, era giusto evidenziare l’impenetrabilità del blocco basso bianconero. Ma non tutta la telecronaca può essere così tecnica. Lo stesso vale per i numeri: ti prepari cento statistiche ma ne usi cinque. La cifra deve avere un senso nel momento in cui la presenti».
Pardo su tecnicismi e responsabilità percepita nel raccontare una partita:
«Il tecnicismo se è utile a fini divulgativi, e non per fare il fenomeno, allora va bene. Bisogna dare al pubblico gli strumenti per capire come una partita si sta svolgendo. Sento di più la responsabilità di trasmettere allegria e leggerezza, pur sapendo che davanti alla tv spesso ci sono tifosi che soffrono per la loro squadra e in quel momento aspettano solo un gol e la vittoria. Cerco di veicolare esempi positivi, come il buon livello di fair play che di solito vedo in campo».
Alcuni termini che oggi dovrebbero essere riposti in soffitta?
«Io faccio fatica con braccetto e quinti. Ma non digerisco soprattutto certi termini antichi o alcune espressioni ormai datate: risultato a occhiali, barba al palo, orobici, alabardati, batti e ribatti».
Pardo: «è illusorio e sbagliato pensare che a distruggere il Napoli sia stato solo Garcia».
Ecco come conclude l’articolo di Pierluigi Pardo sulla Gazzetta sul Napoli e il ritorno di Mazzarri dopo la breve parentesi Garcia:
È illusorio e sbagliato pensare che quel meraviglioso ingranaggio che dominava fino a pochi mesi fa sia stato distrutto unicamente da una persona. Garcia è andato via senza nemmeno un saluto, bollato come responsabile unico del tracollo, ma il sospetto che non fosse solo colpa sua resta. Mentre Mazzarri dieci anni dopo si ritrova davanti la sfida più difficile e intrigante della carriera.