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Mourinho, ecco perché non viene esonerato: scatterebbe una penale in suo favore (Repubblica)

A Milano si chiedono come sia possibile che i tifosi romanisti al loro condottiero abbiano fin qui perdonato tutto

Mourinho, ecco perché non viene esonerato: scatterebbe una penale in suo favore (Repubblica)
As Roma 04/06/2023 - campionato di calcio serie A / Roma-Spezia / foto Antonello Sammarco/Image Sport nella foto: tifosi Roma

Mourinho, ecco perché non viene esonerato: scatterebbe una clausola in suo favore. È quel che scrive il quotidiano la Repubblica.

Ecco cosa ha scritto stamattina.

Quel che ci si chiede a San Siro, stadio che in quasi un secolo di sconti agli allenatori non ne ha fatti quasi a nessuno, è come sia possibile che i tifosi romanisti al loro condottiero abbiano fin qui perdonato tutto. Dalla notte di Tirana, che ha portato al club la Conference League e all’allenatore un nuovo tatuaggio, è passato un anno e mezzo abbondante. Da allora ne sono successe tante, ma evidentemente non ancora troppe per il pubblico giallorosso: i posti Champions regolarmente mancati, i quattro derby persi con la Lazio, la polemica usata con scienza per evitare di parlare di calcio.

Cosa dice Tiago Pinto

Il direttore sportivo dimissionario Tiago Pinto, a chi gli chiede del futuro di José risponde sibillino: «Sceglieranno le persone giuste al momento giusto». Non ci sta a fare da capro espiatorio in una mitologia in cui a lui tocca incarnare il male, perché dalla parte del bene c’è sempre quell’altro. L’esonero in corsa è improbabile, anche perché Mou avrebbe nel contratto una penale in caso di addio anticipato. In carriera le ha sempre avute e spesso incassate, dal Chelsea allo United fino al Tottenham. Quella è la Premier League. Questa Serie A, anche volendo, difficilmente può permettersi certi lussi.

Mourinho è più solo che mai (Zazzaroni)

La Roma perde 3-1 col Milan (risultato del tutto prevedibile peraltro) e si apre la crisi giallorossa con Mourinho sul banco degli imputati. La verità è che a Roma non hanno digerito la sconfitta nel derby di Coppa Italia e si è aperta la caccia a Mourinho. Ne scrive sul Corsport il direttore Ivan Zazzaroni uno dei pochissimi a ricordare che parliamo di uno degli allenatori più forti del pianeta.

Scrive Zazzaroni:

Non è casuale che il Milan sia più forte di questa Roma: vi bastano Maignan, Theo, Leão, Pulisic, Calabria e Giroud? Non è casuale che i nodi di Mourinho siano venuti al pettine – tutti – proprio nel mese di gennaio: gli avvertimenti li aveva lanciati a più riprese. Non è casuale che i palloni giocabili e gli scambi di qualità Lukaku li ottenga soltanto quando in campo c’è Dybala, che è tutta la fantasia della Roma.

Di sicuro non è casuale che Mourinho stia vivendo il momento più difficile sul piano del consenso. È più solo che mai.

Nella settimana che ha preceduto un derby perso malissimo, nel mondo romanista non si parlava che del rinnovo di Mou, qualcuno aveva addirittura ipotizzato che un’entità soprannaturale fosse scesa da Marte per fargli firmare il contratto. Un minuto dopo la sconfitta con la Lazio il sentiment è cambiato, il mondo si è capovolto e anche tra chi aveva sostenuto il tecnico portoghese qualcuno ha cominciato a farsi delle domande. Un classico.

José Mourinho non è, per sua stessa ammissione, José Potter, ma esce dalla camera dei segreti, beve dal calice di fuoco e, pur possedendo la pietra filosofale e tanta pazienza, ha lanciato la maledizione dell’Erede. Girano nomi improbabili per una panchina che sta diventando scomodissima, in una fase della stagione in cui servirebbe soltanto una cosa: chiarezza e buona volontà da parte di Dan Friedkin. Che non è Voldemort.

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