A Mediaset: «La Lega sbaglia a voler mettere bocca e a distrarre il campionato nazionale»

Aurelio De Laurentiis, presidente del Napoli, ha rilasciato alcune dichiarazioni a Mediaset.
De Laurentiis sul caso Osimhen
Possiamo chiederle un commento sulla vicenda legata all’affare-Osimhen?
«La Lega sbaglia a voler mettere bocca e a distrarre il campionato nazionale. Noi abbiamo la Lega, la Federazione, la Fifa, la Uefa e tutti cercano di sminuire e minimizzare il campionato locale nazionale. E vale per ogni stato. Va rivisto il calcio. Del resto non mi va di parlare»
Sul Napoli:
«Io sono sempre stato convinto che il Napoli fosse un bel Napoli, poi bisogna dare tempo a Mazzarri. Ogni allenatore ha una sua modalità che deve riuscire a trasmettere anche alla squadra. E quindi poi non si può pretendere di fare sempre le cose con la carta carbone, che quando tu copiavi lasciava sempre delle cose strane, non erano mai identiche come si è poi arrivati a fare con la digitalizzazione. Diciamo che il digitale nel modo di allenare non è arrivato ancora»
Caso Osimhen, De Laurentiis rischia solo se escono nuovi elementi concreti (C&F)
Aurelio De Laurentiis è indagato con l’accusa di falso in bilancio per la questione dell’acquisto di Victor Osimhen. Secondo quanto scrive ‘Repubblica’ i magistrati della Procura di Roma hanno chiuso l’indagine nei confronti del presidente del Napoli. Sotto inchiesta ci sarebbero anche altri componenti del club partenopeo. Secondo quanto scrive Repubblica, si va verso il rinvio a giudizio. Sotto inchiesta anche altri componenti del board del club.
«Si è chiusa l’inchiesta che era stata archiviata con il riferimento a ipotesi di reati tributari. Ora leggeremo le carte dell’inchiesta, ricordo che questo di oggi non è un rinvio a giudizio ma una chiusura di indagini». ha detto oggi Fabio Fulgeri, l’avvocato che si occupa della difesa del presidente del Napoli, Aurelio De Laurentiis.
L’inchiesta non riguarda però solo De Laurentiis. Anche la società Napoli risulta coinvolta tanto che la notifica del 415 bis è stata inviata anche agli altri indagati, i membri del Consiglio di amministrazione che era in carica all’epoca dei fatti.