Ad Avvenire: « Non sarà la Figc a costruirli ma parleremo con le istituzioni per sburocratizzare le attività imprenditoriali»

Gabriele Gravina, presidente della Figc, ha concesso una lunga intervista al quotidiano Avvenire. Gravina ha parlato anche degli stadi in ottica Europeo 2032.
«Le ragioni dell’accordo per Euro 2032 sono essenzialmente tre: la Turchia ha rapporti di dialogo all’interno della Nato e buoni rapporti bilaterali con l’Italia, non esistono problemi diplomatici e casi tipo Zaki e Regeni, e poi l’accordo si basa su una gestione autonoma e parallela. E quest’ultimo punto vi prego di tenerlo a mente: organizzeremo al meglio la nostra metà di Europeo e i turchi la loro, con un vantaggio finale considerevole per il nostro Paese che fra otto anni sarà un Paese diverso e migliore. E lo stesso sono convinto sarà anche per la Turchia».
Sugli stadi De Siervo ha “minacciato” che se non saranno pronti entro il 2026 la candidatura potrebbe essere revocata:
«Tutti pensano che la Figc con Euro 2032 diventerà l’azienda costruttrice degli stadi, ma non è così. Noi abbiamo solo offerto l’opportunità di realizzare strutture e infrastrutture per quell’evento, certo parleremo con i sindaci e dialogheremo con il governo per sburocratizzare le attività imprenditoriali, ma non siamo noi i costruttori. Oggi abbiamo la possibilità di indicare entro l’1 ottobre 2026 le cinque sedi di Euro 2032 e a marzo 2027 di cantierare quei progetti».
E sulla gestione dei club, Gravina dichiara:
«Occorre quindi uno sviluppo sostenibile: crescita sì, ma costi sotto controllo. Il 20 dicembre approveremo le licenze nazionali per consentire alle società di spendere quello che possono. Fare il passo secondo la gamba vuol dire creare quelle imprescindibili condizioni di equa competizione che al momento non ci sono».
Gravina poi parla della qualificazione a Euro2024 e della situazione del calcio italiano:
«Scherzando, chiederò al presidente Giovanni Malagò di inserire nello statuto che il presidente federale che non ottiene la qualificazione d’ora in avanti deve essere considerato decaduto. La memoria in questo Paese è sempre troppo corta. Allora è bene ricordare che siamo l’unica Nazionale che ha portato alle fasi finali tutte le sue selezioni giovanili. L’Under 19 ha vinto gli Europei, l’Under 20 è vicecampione del mondo. Queste squadre hanno lanciato giovani come Parisi, Esposito, Baldanzi, Pafundi, Casadei… che presto saranno pronti per la Nazionale A. Ma al sottoscritto più che il palmarès da “record” interessa come è posizionato, oggi, in termini di appeal il calcio italiano agli occhi del mondo».