Basta scimmiottare il Manchester City, il Napoli ha attaccanti veloci da servire in profondità
Non abbiamo i calciatori per il gioco di Guardiola. La lentezza della manovra è diventata il marchio di fabbrica del Napoli. Non da Mazzarri
Db Napoli 03/12/2023 - campionato di calcio serie A / Napoli-Inter / foto Daniele Buffa/Image Sport
nella foto: Henrikh Mkhitaryan-Stanislav Lobotka
Ho letto tutto quanto è stato scritto sul nostro Napolista dopo il tragico epilogo (sportivo) col Frosinone, ma mi è parso che nessuno ha rilevato quello che a me sembra più grave, ossia che il Napoli gioca male, gioca come il Napoli di Garcia non è cambiato niente, è come quello di Benitez: si passa continuamente dietro.
Martedì, paradossalmente la palla era fin troppo spesso tra i piedi del povero Gollini. Passaggi e passaggetti, appena si riconquista palla, viene passata dietro ai due difensori centrali dai piedi ruvidi con la doppia conseguenza che da un lato non sono in grado di costruire velocemente, anzi, lo fanno — male — lentamente e dall’altro consentono agli avversari di riposizionarsi cosicché si attacca contro tutta l’intera squadra avversaria schierata in trenta metri e addio spazi, sembra essere in pieno centro all ora di punta. Quando, ormai tardi, la palla arriva ad uno dei due verticalisti che abbiamo, Kvara e Politano, questi sono già raddoppiati se non triplicati come avviene di recente sempre più spesso con Kvara. La lentezza di gioco è diventata il marchio di fabbrica del Napoli a prescindere da chi è allenato. Senza contare i pericoli che si corrono con i retropassaggi (vedi i gol della partita di ieri ) tanto per dire!
Mi meraviglio perché questo non è mai stato il gioco di Mazzarri, non ho scordato o micidiali contropiedi del rimpianto trio (i tre tenori) Hamsik, Cavani e Lavezzi. Vogliamo ricordare il gol che fecero a Cagliari divorando 60 metri in dieci secondi?
Adesso, dico, abbiamo un attacco super e una difesa che fa acqua ma soprattutto una lentezza di gioco imbarazzante, non si può andare avanti così; mai che si cerchi la profondità con celerità, se non contropiede classico almeno giocare di rimessa, i nostri attaccanti, quelli già detti più Osi, sono velocisti e amano la profondità ma bisogna metterli in condizione di esprimere questa dote (e le altre che conseguono), francamente è inutile avere Politano, Kvara e Osi se giochi lentamente e consenti agli altri di raddoppiarli e triplicarli.
Basta scimmiottare il City di Pep, quelli sì che sono in grado di fare il gioco corto (e non lento) hanno i migliori difensori che ci sono in giro, Pep li fa giocare a ridosso dei due centrocampisti (a proposito, Rodri è il migliore centrale di centrocampo del mondo sia a difendere che a costruire) gli altri sono tutti di grande qualità. Il Napoli non ha giocatori del genere ma ha grandi attaccanti, epperó vanno messi in condizione di incidere al meglio, cosa che difficilmente possono fare se si continua a giocare con la lentezza ormai diventata endemica e credo che il Napoli sia la più lenta della serie A. Basta. I modesti difensori del Napoli (escluso il Capitano quando è concentrato) facciano i difensori che è già tanto, basta passare la palla dietro e soprattutto ai due centrali dietro. Basta. O non si va da nessuna parte e si continuano a fare le figuracce come col Frosinone.
di Venio Vanni - A Napoli toglieteci il necessario, ma non toccateci il superfluo. È stata un'estate dura che ha visto anche il pensionamento di Starace storico magazziniere
di Massimiliano Gallo - In città non si è parlato più di Hojlund né della Champions. Lo stadio è ritualità, lo speaker è un messaggero d'amore, annuncia l'orgasmo. Geolier non ha più accettato l'incarico. Una rivolta social che sarebbe piaciuta a Le Goff
di Mimmo Carratelli - Ci ho messo un po' a raccapezzarmi. Mi hanno aiutato la cedrata e il pensiero del Petisso. Poi, Condò ha detto che ci è andata male. Geolier ha bruciato sul tempo Hojlund
di Alfonso Ricciardelli, Cfa, Caia - Una parola d'ordine è: non forzare. Fabregas è rimasto perché il Como è una società con piani sportivi di lungo termine mentre l'Inter un club con obiettivi finanziari di breve termine (è un fondo)
di Guido Trombetti - Nei piani del Napoli, era Lucca il rincalzo ufficiale di Lukaku. Un club non può ragionare da tifoso. La rosa si è allargata, i costi sono lievitati.
di LucaForg - Da Massimo Troisi a Wittgenstein, fino a “Santa Lucia ” il film gioiellino di Marco Chiappetta: l'interpretazione del miracolo nella nostra Napoli
di Cesare Gridelli e Guido Trombetti - Bel Napoli che andrà verificato contro squadre più forti. Ma se prendiamo Hojilund (e il sostituto di Anguissa) si potrà sognare oltre ogni aspettativa
di Giuseppe Manzo - Al Mapei si giocava in casa con 10mila napoletani a cantare. Il 4-1-4-1 permette equilibrio e palleggio ma lascia sguarnita la fascia sinistra
di Giuseppe Manzo - Non è solo una questione tecnica ma anche di esperienza e leadership in campo. Il tecnico, suo malgrado, ama il brivido e ridisegnerà la squadra
di Guido Trombetti - Ben venga il danese. Ma Barcellona e Bayern li fanno giocare i giovani del vivaio, noi li esaltiamo però poi ci spaventiamo. Lasciamo fare a De Laurentiis