Il lapsus di Cherubini davanti ai pm: parla di «plusvalenze finte», poi «ho sbagliato, ero stanco»
Su La Stampa le dichiarazioni del direttore sportivo bianconero in Procura, il 27 novembre 2021. Cherubini scaricò su Paratici la responsabilità delle plusvalenze

Db Udine 22/08/2021 - campionato di calcio serie A / Udinese-Juventus / foto Daniele Buffa/Image Sport nella foto: Maurizio Arrivabene-Pavel Nedved-Federico Cherubini
La Stampa svela altri dettagli tratti dagli atti di inchiesta sui conti della Juventus. In particolare, le dichiarazioni del direttore sportivo del club bianconero, Federico Cherubini, in Procura, il 27 novembre 2021. In quella occasione, Cherubini scaricò Paratici come unico responsabile della decisione sulle plusvalenze e scagionò invece il presidente Andrea Agnelli, del quale disse che lasciava sempre massima libertà di azione ai suoi collaboratori.
Soprattutto, però, in quell’audizione, il direttore sportivo bianconero si è reso protagonista di un episodio controverso. La Stampa scrive di un lapsus. Sul finire dell’interrogatorio, Cherubini parlò, infatti, di “plusvalenze artefatte”. Poi, però, rettificò, addebitando l’affermazione fatta alla stanchezza per la lunga deposizione.
Il quotidiano torinese scrive:
“Un lapsus sul finale dell’interrogatorio viene corretto subito dopo. Prima parla di «plusvalenze artefatte» (cioè esattamente la contestazione dei magistrati), poi rettifica: «Ho fatto quest’ultima affermazione all’esito di una lunga deposizione, probabilmente ero stanco»”.
Su Agnelli e Paratici, invece, Cherubini disse:
«Non sempre sono stato contento – ha detto Cherubini (non indagato) – delle operazioni di mercato che abbiamo fatto. Polverizzare il mercato con operazioni sui ragazzi non andava bene. Più volte mi sono lamentato con Fabio che il valore che stavamo dando a quei giocatori non era congruo». E alla domanda degli inquirenti («da quanti anni richiedono alla parte sportiva di fare plusvalenze da 300 milioni») ha risposto cercando di fatto di esonerare i vertici (Agnelli in testa) dalle dinamiche specifiche sul mercato delle plusvalenze: «La pressione ce la siamo messa sempre da soli perché siamo responsabili dell’80% dei costi del club: io mi sono sempre confrontato con Fabio Paratici. Agnelli vedeva le plusvalenze quando venivano realizzate ma non c’è mai stata un’indicazione in tal senso». Segue altra domanda: «Quindi ha deciso tutto da solo Paratici?». Replica: «Per quanto a mia conoscenza il presidente Agnelli lascia autonomia alle persone che lavorano nell’area sportiva. L’ho sperimentato io stesso in questo periodo dopo l’avvicendamento che c’è stato con Paratici»”.