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L’addio di Piqué è solo l’inizio: ha usato il calcio per costruirsi un impero, lo userà ancora

Imprenditore ed eroe popolare, ha vinto tutto e guadagnato di più. Ha il ritmo degli affari e della vita. E ha un piano

L’addio di Piqué è solo l’inizio: ha usato il calcio per costruirsi un impero, lo userà ancora
archivio Image / Spettacolo / Shakira-Gerard Pique' / foto Imago/Image ONLY ITALY

Al netto dei record, dei numeri, dei mille aneddoti d’una carriera strabiliante, Gerard Piqué è uno che sa usare il tempo. Ha il ritmo della vita e quello degli affari. Spesso fa coincidere le due cose. Il suo addio “a sorpresa”, con l’annuncio video zeppo di filmini nostalgici del Piqué bambino, nato e cresciuto blaugrana, è un lampo. Lui così fa: pensa, agisce. Vince.

Mentre ancora giocava per il Barcellona, ci mise un attimo a capire la portata della firma di Messi al PSG e mezzo minuto per sfruttare l’opportunità di business. Da giocatore a manager. Appena poche ore dopo la finalizzazione dell’operazione, la Kosmos, la società che presiede e che gestisce tra l’altro la Coppa Davis, acquistò i diritti tv della Ligue 1. “Non serve un dottorato ad Harvard per sapere che Messi ha aggiunto un nuovo valore nel mercato audiovisivo al campionato francese, che fino ad ora interessava solo gli impenitenti del calcio. In un battibaleno è diventato un prodotto dalle notevoli potenzialità commerciali, confermato dal riscontro al debutto del fuoriclasse argentino”, scrisse El Pais.

Piqué è un imprenditore formidabile almeno quanto è stato un grandissimo difensore. Ha saputo sfruttare ogni singola opportunità che il calcio gli ha offerto. Impossibile dissociare Piqué dal marchio Piqué, costruito da un calciatore che non usa il calcio per assicurarsi risparmi, affittare appartamenti e investire su ristoranti dalla dubbia cucina fusion, scriveva ancora El Paìs.

Il timing di Piqué gli ha consentito di non sbagliare un passo. Ottimo giocatore in una squadra che ha vissuto un tempo incomparabile, membro della migliore squadra spagnola della storia, campione di tutte le competizioni da sogno, dalla nascita benestante, sposato (e poi ovviamente divorziato) con una star mondiale dello spettacolo, Piqué ha approfittato di tutte le opportunità che il calcio e il suo ambiente gli hanno dato, comprese quelle che potrebbero sembrare avverse, anzi soprattutto quelle: la terribile crisi economica del Barça e il traumatico addio di Messi.

Si abbassato lo stipendio, diventando definitivamente un eroe popolare a Barcellona. Ha perso per vincere, mentre gli altri perdevano e basta. È il tipo di investimento a lungo termine che esalta l’idea di Piqué come futuro presidente del Barça. L’ha saputo fare, non l’ha semplicemente fatto.

Astuto, giocoso, provocatorio, prudente o senatorio, Piqué è tutto – concludeva El Paìs – dipende dal giorno e dall’obiettivo che ha in mente”. E ha in mente un altro inizio, altro che addii.

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