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Iervolino: «Il calcio deve essere un modello nello stigmatizzare la violenza, sarà il mio cavallo di battaglia»

All’evento de Il Mattino: «Serve educare i tifosi ad una sana competizione e lealtà tra tifoserie per creare un circolo virtuoso»

Iervolino: «Il calcio deve essere un modello nello stigmatizzare la violenza, sarà il mio cavallo di battaglia»
Salerno 15/01/2022 - campionato di calcio serie A / Salernitana-Lazio / foto Insidefoto/Image Sport nella foto: Danilo Iervolino

All’evento organizzato da Il Mattino, con De Laurentiis, c’è anche il presidente della Salernitana, Danilo Iervolino.

“Il calcio italiano è il più bello e autentico d’Europa: lo si è visto quest’anno nella lotta per lo scudetto, per l’Europa e per la salvezza, personalmente ho vissuto l’emozione più grande della mia vita. Per la Salernitana il 70% del fatturato sono i diritti tv e non li trattiamo noi, ma la Lega Serie A: questa è un’anomalia. Le piccole squadre stanno convergendo tutte sulla necessità di dare al calcio una dimensione più internazionale e come si fa? Dando visibilità alle grandi e alla loro capacità di attrarre. Non c’è affatto antagonismo tra le piccole-medie e le grandi. Le squadre di calcio devono cambiare pelle: devono diventare un’industria in grado di essere produttiva. Con Aurelio abbiamo discusso che vedere una gara su un device è una cosa troppo statica: questo secondo me fa trasparire opportunità. Il cambiamento spaventa e fa uscire dalla zona di comfort, ma è fuori da quella che si creano le opportunità. Io sono ottimista, credo che il calcio tornerà a breve a primeggiare a livello europeo”.

Il sogno per il futuro:

“Speriamo di fare un campionato più tranquillo, ci sono tutte le caratteristiche per dare continuità alla serietà. Salerno ha la percentuale più alta tra tifosi e abitanti, con 35mila presenti allo stadio. La gente ci è sempre stata vicina, anche nelle difficoltà. Al calcio chiedo di essere un modello di stigmatizzazione alla violenza, questo sarà il mio cavallo di battaglia: non ho la ricetta perché sarei un presuntuoso. C’è bisogno di un clima in cui famiglie e bambini vadano tranquilli allo stadio, serve educare ai tifosi ad una sana competizione e lealtà tra tifoserie. Questo crea un circolo virtuoso per gli investimenti e può riportare il calcio italiano agli antichi fasti”.

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