ilNapolista

25 aprile 1960, il giorno prima il San Paolo aveva applaudito il gol di un certo Rivera

Napoli-Alessandria 1-1. Intanto hanno già transennato tutto, l’area verde di via Lepanto: costruiranno. Chissà se vedrò più lo stadio da casa

25 aprile 1960, il giorno prima il San Paolo aveva applaudito il gol di un certo Rivera

25 aprile 1960. Quest’anno la festa della Liberazione arriva di lunedì e così Pasquale, quando si sveglia, ancora disteso a letto, col braccio destro a coprire la fronte, sente un buon sapore in bocca, gli sembra che la domenica che era finita quando era andato a dormire ricominci daccapo, dopo avergli lasciato il tempo di riposare. Per pranzo ha un appuntamento con colleghi di ferrovia. Ce n’era uno che ha insistito per andare a mangiare il baccalà a Pozzuoli. È un amico mio, me la vedo io, prenoto io, fanno un baccalà che è la fine del mondo. Il collega ha insistito, Pasquale gli ha chiesto se ci sta il mussillo o il coroniello, il collega ha continuato a insistere, ha detto che fanno un baccalà che è la fine del mondo, Pasquale ha detto che il coroniello, con due olive nere è sempre la fine del mondo, però deve essere veramente il coroniello, il collega ha insistito, gli ha detto che per il coroniello poi se la dovrà vedere col cameriere, per tutto il resto ha detto ci penso io, prenoto io.

Pasquale si è svegliato, oggi è lunedì ma è festa, a pranzo sarà a Pozzuoli a mangiare il baccalà. Non lo sa se troverà il mussillo o il coroniello, lui spera di trovare il coroniello, in ogni caso andrà a mangiare il baccalà con i colleghi e intanto guarda la luce calda di una giornata soleggiata e gli pare che sia ricominciata la domenica che era finita quando era andato a dormire.

Pasquale ieri è stato allo stadio, il Napoli ha pareggiato 1-1 con l’Alessandria. Si alza e pensa di andare a comprare il giornale, quando sfoglierà il giornale per prima cosa cercherà il nome del giocatore dell’Alessandria che ha fatto il primo gol: l’aveva sentito quel nome, ma ora non se lo ricorda più. È stato un gol bellissimo, dagli spalti si è levato un applauso spontaneo, cristallino, di quelli che non nascondono nulla dietro il puro e semplice apprezzamento della giocata di classe, l’applauso che il pubblico sa offrire anche agli avversari che fanno la grandissima giocata. Come si chiamava? Pasquale non ci arriva, andrà dal giornalaio e sfogliando il giornale andrà subito a cercarsi il nome di quel giocatore.

Pasquale ora vede la macchina fotografica sul comodino, ieri mattina aveva caricato un nuovo rullino pensando di portarsela allo stadio per fare qualche fotografia durante la partita. Poi, vedendo il bel tempo, si era affrettato per anticiparsi allo stadio e la macchina fotografica l’aveva dimenticata sul comodino, con un rullino nuovo di zecca. Allora pensa che una foto può farla anche ora, dal balcone. Anzi, ora che ci pensa, dal balcone non aveva ancora fotografato lo stadio da quasi sei mesi che era stato inaugurato, da quasi sei mesi che finalmente il suo programma si era realizzato, da quasi sei mesi che il Napoli era venuto a giocare di fronte casa sua. La casa che aveva comprato perché poi, finalmente, quando tutto il cantiere sarà finito, il Napoli lascerà il Vomero e verrà a giocare qua. Di fronte casa mia.

Pasquale esce sul terrazzo con la macchina fotografica, il sole lo riscalda, ne ha una sensazione così piacevole da desiderare di farne entrare molto nella macchina fotografica, così inquadra nell’occhiello tutto il lungo, rotondo fianco dello stadio che si vede da casa e ci lascia entrare anche un bel pezzo di cielo, di luce, anche troppa. La devo fare questa fotografia, qua ancora pochi mesi e la curva A non la vedo più. Hanno già transennato, hanno comprato tutto. Sì sì, l’area verde di via Lepanto, l’area per i bambini, poi è arrivato qualcuno coi soldi. Assessore permettete una parola? Ragioniamo. Voi dovete capire. La variante in deroga al piano regolatore. Qua ancora pochi mesi e me l’hanno fottuto il panorama sulla curva A. La devo fare questa fotografia. Click.
Ora mi ricordo! Rivera! Si chiama Rivera quello che ieri ha segnato e si è preso l’applauso di tutti quanti. Allora oggi baccalà. Speriamo che fanno il coroniello, sennò che andiamo a fare fino a Pozzuoli?
ilnapolista © riproduzione riservata