Con Gattuso, Napoli è tornata al luogo confortante del disastro

A Napoli il disastro mette tutti d’accordo, il default è l’occasione per racimolare due spiccioli ciascuno. È il fortino ideologico in cui è posto Gattuso

Gattuso

C’è una reale possibilità che a Gattuso possa riuscire l’impresa che si paventava un tempo parlando del suo predecessore in stato pensionistico avanzato – allignare a lungo alle pendici del Vesuvio, la costa più ospitale della terra che a nessuno nega approdo.

La ragione sta nel luogo verso cui il Napoli si è progressivamente mosso e che ha pienamente raggiunto da diverso tempo, che è quello del disastro. Con mosse lucide, consequenziali, con un piano ragionato. Una squadra che pianifica una partita internazionale con Lobotka titolare, se non ha un piano, ha quantomeno una idea della realtà ben precisa.

Ora, Napoli adora il disastro. Ne è ipnotizzata. Due infatti sono gli stati psicanalitici tra cui questa città pendola: quello dell’incompreso e quello del disastrato. Dopo gli anni della rivoluzione estetica rubata dall’establishment oggi siamo atterrati sulle attese macerie portateci dagli uomini di buona volontà. E queste sono macerie desiderate, sia chiaro, agognate. Non sono calcinacci piovuti dal nulla.

Il disastro mette tutti d’accordo, perché il default è l’occasione per racimolare due spiccioli ciascuno. Ed è il fortino ideologico in cui è posto Gattuso, nella cabina di regia di questo reset, è inattaccabile, è bene chiarirlo. L’allenatore è solo il propugnatore finale di un mantra collettivo che è della società, della squadra, di gran parte degli addetti ai lavori e della città, più o meno tifosa: “Anything but reality”.

A questo gioco, la strategia di raccontare i fatti risulterà sempre perdente. È storicamente comprovato. L’autoanalisi farà peggio: la città si chiude e si chiuderà a guscio, come collassano le stelle. Il disastro è il luogo naturale dei grandi tribuni che perorano cause perse, ma hanno parcelle tutto sommato abbordabili.

Il disastro è tutto sommato confortante. Ci siamo arrivati per scelta. Non è capitato.

La risposta al “Sei sicuro?” di qualche mese fa è, dunque, “Sì”.

Napolista ed europeista, a suo agio se straniero, felicemente emigrante. Fisico cibernetico. Si innamora spesso. Padre di cinque figli - l’ultima volta che li ha contati.

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