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Il Parlamento stanzia 5 milioni per farsi la clinica anti-Covid (e non solo)

Lo scrive il Fatto quotidiano: “si pensa a operatori della sanità di un certo rilievo”. Ci sarà il Dea (Dipartimento d’emergenza e accettazione)

Il Parlamento stanzia 5 milioni per farsi la clinica anti-Covid (e non solo)

Camera e Senato sono preoccupate. Temono che il virus possa aggredire il Parlamento, nel senso letterale del termine, e pensano a come correre ai ripari. Come? Il Fatto Quotidiano lo annuncia a chiare lettere: approntando un ospedale riservato ai membri di Palazzo Madama e Montecitorio.

Per questo sono pronti a spendere 5 milioni di euro (Iva esclusa) per reclutare il personale sanitario necessario a garantire la massima assistenza contro ogni rischio futuro“.

I parlamentari temono di poter diventare un nuovo focolaio, visto che si ritrovano tutti insieme provenendo da tutta la Penisola.

Finora sono state adottate tutte le misure possibili, dalle postazioni di voto distanziate ai termoscanner, dalla consulenza del direttore dello Spallanzani, Giuseppe Ippolito al gel disinfettante e a dispositivi di protezione come se piovesse.

Ed esami a tappeto: prima tamponi e poi anche i test sierologici (quelli che con tanta difficoltà sono accessibili ai cittadini comuni), affidati all’Istituto di microbiologia del Gemelli”.

Ma chi garantisce per il futuro? Ecco perché, scrive il quotidiano,

è stato attivato il protocollo in modo che “presso la Camera e il Senato della Repubblica venga allestito un Servizio di assistenza medica e infermieristica” ad hoc per la gestione delle emergenze sanitarie. Reclutando “un numero stabile di medici specializzati”in cardiologia e in medicina di urgenza e emergenza, oltre che anestesisti e rianimatori. Ma sarà garantito anche un certo numero di infermieri e di servizi accessori in regime ambulatoriale. Insomma tutto il pacchetto completo e di altissima qualità”.

A pesare, sull’aggiudicazione del bando – è scritto chiaramente – non sarà solo il prezzo, ma

“il pedigree tecnico e professionale di chi si farà avanti: si pensa a operatori della sanità di un certo rilievo perché uno dei requisiti indispensabili è quello che abbiano a disposizione “un Dipartimento d’emergenza e accettazione (Dea) di primo o secondo livello pienamente operativo”.

Il bando, naturalmente, è riservato. Potranno consultarlo solo gli operatori interessati e solo quelli che saranno ammessi a presentare l’offerta

“potranno effettuare un sopralluogo nei locali candidati dalle amministrazioni della Camera e del Senato per accogliere il loro onorevole pronto soccorso”.

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