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Il calcio a porte chiuse penalizza i portieri. Neuer: «Mi sento più solo e la partita sembra durare di più»

Sul CorSera. L’ex preparatore del Milan e del Real di Ancelotti, Villiam Vecchi: «Lo stadio vuoto rischia di alterare equilibri. Già col nuovo gioco, sbaglieranno sempre di più»

Il calcio a porte chiuse penalizza i portieri. Neuer: «Mi sento più solo e la partita sembra durare di più»

Forse uno dei ruoli calcistici che sarà più penalizzato dalle partite a porte chiuse sarà quello del portiere. Oggi ne parla il Corriere della Sera. I numeri uno – come gli arbitri – saranno ancora più soli, soprattutto quando commetteranno qualche errore. Quando tutto intorno calerà il silenzio tombale.

A sottolineare l’aumento della solitudine è stato Manuel Neuer.

«Mi sento ancora più solo senza pubblico e la partita sembra durare di più».

Thibaut Courtois, numero uno del Belgio e del Real Madrid, parla di quanto è stato differente allenarsi individualmente, anche se non ha mai perso la sensibilità delle mani sul pallone:

«allenarsi individualmente è stato strano, l’allenatore dei portieri c’era, ma non potevamo interagire con lui».

L’ex portiere Luca Marchegiani si dice colpito dalle parole di Neuer.

«I portieri possono essere esposti a un periodo di difficoltà di adattamento. Mi colpiscono le parole di Neuer: anche per me le prime partite della stagione erano più lunghe da assorbire mentalmente. Ma qui è diverso, perché veniamo da uno stop di due mesi e mezzo senza precedenti, non ci sono amichevoli di preparazione e ultima cosa, ma non meno importante, le partite a questo punto della stagione pesano ancora di più».

Lo storico preparatore del Milan e del Real Madrid di Ancelotti, Villiam Vecchi, punta il dito sulla maggiore facilità di errore in cui incapperanno i portieri.

«Credo che lo stadio vuoto rischi di togliere ulteriori riferimenti e alterare certi equilibri: nella nuova interpretazione del ruolo bisogna impostare il gioco e questo aumenta notevolmente le difficoltà, per cui i portieri sbaglieranno sempre di più. Per quanto riguarda il raffronto con la Germania, va detto che tecnicamente i portieri hanno un approccio diverso da quello italiano, ad esempio trattengono meno il pallone».

L’unico vantaggio per i numeri uno, conclude Marchegiani, è che potranno farsi sentire dai compagni. Ma l’allenamento individuale è complesso.

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