Gianni Mura: “L’Atalanta ha sentito il peso del pronostico e della diversa panchina”

La squadra che incanta in campionato non ce l’ha fatta contro una Lazio di nomi sostanziosi e di esperienza. Una finale di Coppa Italia all’inglese, tranne che per gli scontri

Gianni Mura: “L’Atalanta ha sentito il peso del pronostico e della diversa panchina”

Il commento di Gianni Mura su Repubblica è dedicato alla partita di Coppa Italia che ha visto trionfare la Lazio. A far pendere la bilancia dalla parte dei biancocelesti è stato Milinkovic: entrato da appena tre minuti ha sbloccato il risultato e dato una scossa alla squadra, prima del magnifico e definitivo contropiede di Correa.

“Era reduce da un campionato men che mediocre, tutto il contrario di quello precedente che l’aveva portato a essere al centro del mercato”.

E invece con uno splendido colpo di testa su calcio d’angolo ha anticipato Djimsiti, “che per tutta la partita è stato il punto debole della difesa atalantina”.

Un risultato che Mura definisce giusto, anche se un po’ severo per l’Atalanta che, fino a quel momento era stata in attacco, rendendosi anche più volte pericolosa.

Ma le recriminazioni nerazzurre hanno ragione di essere solo per il rigore non concesso.

“Non era l’Atalanta che ci si aspettava, nemmeno quella che si aspettava Gasperini, che s’è sgolato invano per quasi tutta la partita. Su questo campo, pochi giorni fa, la Lazio era stata battuta nettamente. Forse per questo era più motivata, ma credo che l’Atalanta abbia sentito emotivamente il peso del pronostico”.

La squadra ha incantato tutti in campionato e ancora lotta per la Champions, ma ha incontrato, dall’altro lato, giocatori esperti, abituati alle finali, anche a quelle di Coppa Italia.

La differenza l’hanno fatta anche le panchine. Inzaghi ha potuto chiamare Milinkovic e Caicedo, che hanno cambiato faccia alla partita. Gasperini, sotto di un gol, ha mandato in campo Barrow, Pasalic e Gosens, per Zapata, De Roon e Castagne.

“Scelte indicative, fuori il goleador, fuori il pilastro del centrocampo. Zapata non ha avuto palloni giocabili, in mezzo con Acerbi la vita era dura. Ha cercato di svariare sulle corsie esterne, ma sono mancati gli ineserimenti dei compagni, Gomez e Ilicic in particolare”.

Il giocatore più pregiato dell’Atalanta, Ilicic, non era in serata e quando accade, scrive Mura, non c’è molto da fare:

“Non puoi toglierlo, devi tenerlo in campo e sperare che cambi la musica, ma non l’ha cambiata”.

Una finale di Coppa Italia molto all’inglese, la definisce Mura, con la pioggia, il campo pesante, interventi decisi ma anche tanta correttezza in campo, tra i giocatori.

“L’unica cosa non inglese sono gli incidenti prima della partita, macchine bruciate, fumogeni, eccetera. Questa, purtroppo, è una cosa tutta nostra”.

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