Così Koulibaly è diventato il leader del Napoli

Dalla presunzione di Napoli-Roma del 2016 allo stacco imperioso di Juventus-Napoli del 2018,ecco il difensore per cui lo United offrirebbe 130 milioni

Così Koulibaly è diventato il leader del Napoli
Photo Matteo Ciambelli

Vale più l’eccesso di presunzione di Napoli-Roma del 2016 o lo stacco imperioso di Juventus-Napoli del 2018? Nessun dubbio. Lo scotto di regalare a Dzeko il pallone con il quale i giallorossi sbloccarono il match del San Paolo si paga volentieri se poi si espugna lo Stadium di Torino. Impresso nella memoria quel pomeriggio al San Paolo quando cercò di liberarsi di tacco dell’avversario nella bandierina posta alla sinistra del portiere azzurro sotto la curva B. “Ma che ha fatto????” l’urlo dagli spalti. Otto milioni e ventitré anni dal Genk, alzi la mano chi pensava non fosse una quotazione eccessiva. E c’era chi lo avrebbe voluto mettere sul primo aereo e rimandarlo al mittente. Fortuna che quattro anni dopo, quello stacco imperioso che ha permesso di violare lo Stadium non solo ha fatto volare in cielo il difensore senegalese ma ne ha fatto schizzare le quotazioni sia economiche (vale 130 milioni per lo United) ma anche quelle nei cuori dei tifosi partenopei. Vola Kalidou, vola.

Gli esordi in azzurro

Arrivò dal Genk perché voluto da Benitez che lo cominciò a seguire nel 2012. Lo vide con il Genk: destro, sinistro, iniziativa ed atleticità. Non pensava potesse esplodere così presto. Ed invece. «Perché sono venuto a Napoli? Potevo venire già a gennaio – disse Koulibaly il giorno della presentazione – Mi chiamò Benitez. Da allora ho pensato solo a convincere il Napoli. Siamo rimasti in contatto, Benitez mi ha parlato al telefono, ed infine a giugno è stato definito il tutto. Per un difensore, l’Italia è il campionato ideale per imparare gli aspetti tattici». Benitez, il mentore, colui il quale assieme allo staff di Bigon ha pescato un giocatore sul quale nel 2013 c’era anche il Manchester United che guarda caso lo vorrebbe anche oggi. Acquistato per 8 milioni con un quinquennale, un po’ tanto per un difensore che arriva dal campionato belga, mica dalla Premier, Koulibaly è cresciuto anno dopo anno. «Molti hanno fatto lo stesso errore commesso con Callejon un anno fa. Ma chi è questo qui? La risposta l’avete vista. È forte». Disse Benitez alle prime partite di precampionato. E’ forte e basta.

Gli idoli

Il suo modello era ed è Lilian Thuram, ex giocatore di Parma e Juve e campione del mondo con la Francia nel 98. «Spero di arrivare ai suoi livelli un giorno. Mi ha regalato tante emozioni durante il mondiale del 98. Ricordo bene come giocava e mi ispiro a lui» ha detto il difensore. Inoltre tra i suoi personaggi preferiti ci sono Malcom X e Nelson Mandela, due protagonisti della lotta per la parità tra bianchi e neri. E di lotta e disparità Kalidou ne sa qualcosa. «Siamo tutti Koulibaly» gridò il san Paolo dopo la Lazio, dopo l’Inter, indossando la maschera di un giocatore che anno dopo anno è diventato il vero imprescindibile del Napoli. Più di Cavani, più di Higuain, più di Insigne e Mertens. Mai un mal di pancia. Solo la consapevolezza di essere diventato uno tra i migliori difensori al mondo.

Via Orazio

Da un paio di anni s’è trasferito anche lui sulla collina di Posillipo, dopo una breve parentesi vissuta dalle parti del centro sportivo di Castel Volturno. Il difensore senegalese vive nella zona di via Orazio, la più panoramica della città. Il Golfo di Napoli è ai suoi piedi e lui ama ammirarlo dal terrazzo di casa. Uno spettacolo di rara bellezza, che ha affascinato anche Charline, la sua compagna, dalla quale ha avuto un bambino, Seni, di due anni.

Il Mali ed i semafori di Napoli

Tutto d’un pezzo, ma in silenzio. E quando fa sentire la sua voce, la si sente fino negli angoli più remoti del mondo. La sua protesta contro il razzismo gli è costata la squalifica. Anche il suo idolo, Lilian Thuram ha applaudito. “Mi ha colpito il fatto che il calciatore del Napoli mi avesse scelto come modello. Ne ho avuti anche io da ragazzi: Tigana e Rijkaard”. Ma l’amarezza che il razzismo non si batte: “Dopo quello che è successo a Koulibaly quante persone hanno preso la parola dicendo che bisogna trovare una soluzione, anche a costodi fermare il campionato? Nessuno. Davvero incredibile… Magari adesso tanti si agitano, ma tra 15 giorni penseranno ad altro e si saranno già dimenticati dei buu a Koulibaly e agli altri calciatori neri che lo hanno preceduto”. Kalidou è intervenuto anche per fermare il massacro che si sta compiendo in Mali. Con un tweet, il calciatore partenopeo ha chiesto unità ai vari gruppi dopo una strage costata oltre 134 morti. Già in passato, come per gli attentati dei fanatici cristiani in Nuova Zelanda, aveva compiuto gesti simili. E girando per i semafori di Napoli non è raro che qualcuno debba dire grazie a Kalidou. Una delle ultime iniziative è stata quella di acquistare una decina di giubbotti, in dotazione anche alla squadra, per regalarli a qualcuno dei suoi connazionali che spesso stazionano ai semafori pronti a lavare il parabrezza non appena scatta il rosso.  A Verona, domenica, ha regalato la maglia della doppietta a Musa Juwara che non è ancora 18enne ma di cui tutti parlano un gran bene. È arrivato dal Gambia in Italia nel 2016, su uno di quei barconi della disperazione e spera di trovare l’America in Italia attraverso il calcio

koulibaly

Benitez lo ha voluto, Sarri lo ha rilanciato

E’ al quinto anno con la maglia del Napoli più uno scampolo nel 2014. Cosa ricordare della sua cavalcata? Sicuramente il rigore reso decisivo dall’errore del tiratore successivo Padoin in Supercoppa (ma che ce l’abbia proprio di mira la Juve?). Ma l’inizio fu claudicante. Complici alcuni errori di troppo, viene relegato in panchina dal tecnico Benítez che inizia a preferirgli Britos. A ventitré anni si può. I tanti gol subiti dal pacchetto difensivo (73) misero il franco senegalese sul banco degli imputati e i tifosi inneggianti al pacco di allora dove sono adesso? L’anno successivo con Sarri, il motivatore di giocatori in disarmo, Koulibaly è artefice di una costante crescita sul piano tecnico e soprattutto mentale e diventa uno degli elementi inamovibili dell’undici titolare del Napoli tanto da essere inserito nella squadra ideale dell’Assocalciatori. Nove gol in tutto, le ultime due contro il Chievo ed un percorso tecnico che deve dire grazie ad Albiol e Reina che lo hanno accompagnato per mano fino a diventare uno dei difensori più forti al mondo.

La carica per l’Arsenal

“Vittoria e mia prima doppietta in carriera: sono contento ma già concentrato per Napoli-Arsenal. Siamo una squadra di qualità: possiamo farcela. Io sono fiducioso”. Pensieri e parole sono di Kalidou Koulibaly. Il difensore del Napoli ha commentato così, via social, la vittoria contro il Chievo Verona, arrivata grazie a due gol che hanno fatto saltare di gioia i tifosi partenopei. E alla fine quell’hashtag: #Difendo la città. Che basta da solo per entrare nel cuore dei partenopei.

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