Repubblica e il caso Ospina: “non è stata una stagione facile per lo staff medico del Napoli“
“Sembrava un pugile suonato. Per tanti giocatori - Younes, Albiol, Meret, Verdi, Maksimovic, Diawara - il club ha autorizzato di le cure altrove”
Salvatore Laporta / KontroLab
Il lancio della spugna nel pugilato
Tutto è bene quel che finisce bene. Ospina è a casa, si può cominciare a pensare serenamente al futuro.
L’edizione napoletana di Repubblica torna però su quel che è accaduto domenica sera. Paragona quel che è accaduto a un classico caso di boxe, “quando il pugile suonato (e dunque non nelle condizioni di ragionare in maniera autonoma e con lucidità) viene salvato dal suo angolo con il lancio della spugna: per interrompere immediatamente il match. Il medico sociale Alfonso De Nicola è rimasto invece in attesa degli eventi, dopo essere stato rassicurato dalle parole del giocatore, che era convinto di poter restare ancora tra i pali”.
Per Repubblica, Ancelotti, dalla panchina, ha agito durante la partita nel totale rispetto dei ruoli. Il quotidiano, a firma Marco Azzi, ricorda la frase del tecnico nel post-partita: « Ci siamo fidati della decisione presa dal dottore».
E poi sottolinea che “non è stata una stagione facile per lo staff medico del Napoli, dopo tante annate di eccellenza”:
Albiol s’è andato a operare a Londra e tornerà a convalescenza conclusa. Younes si è curato da solo in Belgio, Verdi a Bologna, Maksimovic ha fatto alcuni blitz in Serbia per il ginocchio, Diawara è stato ieri a Roma dal dottor Mariani, senza dimenticare il laborioso recupero di Meret. La società ha lasciato ai giocatori la facoltà di farsi spesso curare altrove, autorizzando una procedura abbastanza anomala: come mai era successo in passato.
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