Cercare disperatamente notizie del Napoli sui social e trovare soprattutto Montanelli

La timeline sembrava un viaggio nel tempo: quasi nessuno seguiva Sassuolo-Napoli. Fino alla notifica che mi ha annunciato il gol di Insigne

Cercare disperatamente notizie del Napoli sui social e trovare soprattutto Montanelli

Se il Wi-Fi dell’aeroporto non regge

Se viaggi, nei weekend, e ti ritrovi in aeroporto per un imbarco mentre gioca la tua squadra del cuore, può accadere che, se il Wi-Fi dello scalo non regge lo streaming, ti debba affidare alla “rete” per capire come stiano giocando i tuoi o che formazione sia scesa in campo.

A questo punto inizia un viaggio virtuale e paranormale, parallelo a quello reale per il quale ti sei procurato una carta d’imbarco. Sui social, infatti, fatichi a trovarne uno che stia guardando quella partita, che stia seguendo il Napoli a Sassuolo, perché oggi, 10 marzo 2019, sono quasi tutti a discettare di Indro Montanelli. Per motivi che ti appaiono umanamente incomprensibili.

Da Dries a Indro

Quando la massa critica è tale, per non ritrovarti completamente straniero anche sui social, devi lavorare in reverse engineering: qualcosa deve essere accaduto che riguarda il giornalista e va scovata. Mentre fai il viaggio a ritroso, cercando in rete la notizia scatenante o il solito casus belli da qualche parte disperso nel recente passato, ti ricordi che Montanelli è morto diciotto anni fa e che ha vissuto il pieno della sua vita negli anni trenta e tu, qui e adesso, vorresti solo conoscere la realtà contemporanea – il motivo per cui Mertens stia giocando male, per esempio. E che le fazioni che si prendono a sassate virtuali su Twitter (circa una statua commemorativa ricoperta di vernice da un gruppo di dissidenti di qualche tipo, ho trovato) parlano di un avvenimento per il quale, verosimilmente, nessun diciottenne di oggi può avere un genuino interesse legato ad una esperienza concreta, reale, di vita.

Ora, mentre una notifica salvifica mi informa che Insigne ha siglato il pareggio per cui ero in una certa ansia, mi chiedo se siamo davvero tutti sicuri che i circoli virtuali abbiano tra le loro caratteristiche salienti quella di rispecchiare il presente. Oggi mi è parso di camminare, mentre scorrevo le timeline sullo schermo del mio cellulare, lungo il corridoio ideale di una casa di riposo per uomini e donne stanchi. In alcuni casi malati. Quelli che hanno deciso di vivere erano tutti a Sassuolo, numerosi. Quelli che avevano deciso di vivere sono tornati a casa con le gole infiammate e saranno a Strasburgo giovedì, dove – paradossalmente – non c’è campo

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