Ponte Morandi: interrogato Pietro Ciucci, il re delle Autostrade

L’ex presidente Anas firmò nel 2007 la convenzione con la concessionaria

Ponte Morandi: interrogato Pietro Ciucci, il re delle Autostrade

Un interrogatorio in sordina, lontano dai riflettori. Il 6 febbraio, in gran segreto, la Procura ha ascoltato, come persona informata dei fatti, Pietro Ciucci, prima direttore dell’Iri e poi presidente Anas, “oltre che molte altre cose” (personaggio molto controverso e dibattuto, tra l’altro, n.d.r.), scrive Il Secolo XIX, “avendo fatto per 46 anni il dipendente, il capo o il consulente di aziende partecipate dallo Stato”.

Nel 2007 Ciucci firmò per Anas la convenzione con Autostrade.

Il nodo è la responsabilità dello Stato

Sin dai primi giorni dopo la strage del 14 agosto, l’ex ministro dei trasporti Antonio Di Pietro aveva sollevato dubbi sui monitoraggi del ministero, cosa che aveva confermato nel suo interrogatorio, avvenuto a dicembre.

Una delle domande alle quali gli inquirenti vogliono rispondere rimanda a questo nodo: fino a che punto lo Stato-proprietario può chiamarsi fuori dalla responsabilità delle verifiche? Quanto può aggrapparsi alle convenzioni con i concessionari?

Soprattutto: è legittimo delegare la sorveglianza d’un viadotto come il Morandi a un soggetto privato, componente d’un gruppo quotato in Borsa, che per natura persegue utili?

Quell’allegato mai diffuso

La radice d’ogni perplessità è proprio la stipula della convenzione con Autostrade. A firmarla furono Ciucci come vertice di Anas e l’ex ad di Aspi Giovanni Castellucci.

Nel documento, scrive il quotidiano genovese, sono stabiliti gli obblighi delle parti “ma più rilevanti, considerato quanto accaduto il 14 agosto, sono un allegato mai diffuso e appunto il disciplinare con cui sono definiti i compiti degli ispettori pubblici, allora in organico ad Anas”.
E’ lì che si stabilisce su cosa lo Stato può chiedere conto ad Autostrade e il margine è assai limitato: accertamenti sull’illuminazione, sull’asfalto, sui guardrail e sul verde, ma nulla sul controllo strutturale dei viadotti, “in una specie di resa preventiva”.

Siccome Anas non ha i mezzi per andare oltre un certo livello, si affida alla concessionaria.

L’Autorità di vigilanza prevista in teoria già dal ‘99, quando Autostrade fu privatizzata, nasce sottodimensionata solo nel 2012, e utilizzerà di nuovo i protocolli Anas per stabilire su cosa può o non può sindacare (in pratica nulla d’importante).

Il responsabile ultimo della vigilanza era lo Stato

“Per me – aveva ripetuto Di Pietro, come ricorda Il Secolo – quel che ha valore è la convenzione principale, che indica chiaramente nello Stato il responsabile ultimo della vigilanza sulla tenuta delle
opere. Se poi c’è chi si è precostituito la buona fede con sotto-norme, evitando di far sì che gli screening fossero concreti, non dobbiamo lasciarci abbindolare”.

Ciucci si smarca

Ciucci, nel confronto con il pm, si è smarcato da ogni competenza di dettaglio ribadendo “come le sue fossero mansioni di indirizzo generale”.

 

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