Capalbo, l’uomo che fa correre Napoli: «Basta col “si salvi chi può”, la città si rimbocchi le maniche»

Mister Napoli City Half Marathon: «C’è una borghesia decadente. Anche nel calcio. Ci lamentiamo solo che la Juventus ruba, non ci assumiamo mai le nostre responsabilità»

Capalbo, l’uomo che fa correre Napoli: «Basta col “si salvi chi può”, la città si rimbocchi le maniche»

“Ho lasciato Napoli a 21, sono tornato a 60”

“Perché lo faccio”. Questo il concetto più importante di cui Carlo Capalbo vuole parlare ad una settimana dal via della 3 edizione della Napoli City Half Marathon in programma domenica 24 febbraio preceduta dalla Family Run per tre giorni di Expo che porteranno alla Mostra d’Oltremare tra runner e accompagnatori 20mila persone, il più grande evento sportivo in città dopo una partita del Napoli.

«Ho lasciato Napoli a 21 anni come decine di migliaia di giovani che purtroppo credono che a Napoli non si riesca a far nulla. Le cose mi sono andate bene. Ma ad un certo punto ho sentito il bisogno di smentire il luogo comune che a Napoli non è possibile fare nulla. Ho pensato che a 60 anni potessi fare una cosa grande. Volevo riuscire a restituire alla mia città quello che lei ha dato a me e vorrei mostrare che è possibile credere in questa città. Ma non solo a parole, perché se parli non ci credono, ma con i fatti»

La storia di Calpalbo parla da sola, responsabile della Iaaf Road Racing Commission (la sezione corse su strada dell’organismo internazionale che governa l’atletica. Quella che sovrintende a tutte le maratone, New York e Berlino comprese), l’organizzatore della Maratona di Praga e l’animatore di una serie di progetti che vanno dallo sport al sociale.

Plana da Praga a Napoli 3 anni fa, crea la società Napoli Running e acquista i diritti della maratona cittadina. Una sfida importante che nasce con determinazione e tante difficoltà «Quando ho parlato del progetto, in tanti mi hanno scoraggiato – continua Capalbo – mi hanno detto perda la speranza. Non l’ho persa perché sono convinto che bisogna investire nella nostra comunità. Trovo a Napoli un ambiente del “si salvi chi può”, c’è una borghesia decadente che vive sui pizzi di collina con la barchetta a mare, che non vive veramente la città. Nessuno investe e se non investiamo noi nella nostra città chi lo fa, i missionari? Siamo noi che dobbiamo rimboccarci le maniche e credere nella nostra città»

«Voglio che si congratulino con noi per la professionalità»

Rinnovare Napoli senza perdere la sua storia o la sua cultura, senza snaturarla, ma uscendo finalmente dai confini oleografici in cui è stata circoscritta. «Voglio vedere milanesi, tedeschi, giapponesi congratularsi con noi, ma non per la pizza o pulcinella, ma per l’alta tecnologia, la professionalità, le competenze e la qualità. Perché Napoli ha e può dimostrare tutte queste cose. Quando andavo in giro, parlando di Napoli, i commenti che sentivo al nord erano sui furti, la spazzatura, sono stereotipi ma anche la verità che parte di noi lo è. Ecco io voglio rompere questi luoghi comuni»

Una città imperfetta, ma piena di possibilità inespresse. Una realtà dalle mille sfaccettature, ma senza un ordine che le permetta di venire fuori e spogliarsi di dosso il torpore in cui vive. Volendo cercare delle responsabilità a questa situazione, vanno cercate nell’amministrazione o nei napoletani?

«L’amministrazione è un organo tecnico, Napoli non avrà il manager perfetto, ma almeno ha una persona onesta. Il problema è che da 30 anni diciamo che non vinciamo lo scudetto perché la Juventus ruba, senza voler vedere la realtà e assumerci le nostre responsabilità. Se loro hanno più soldi di noi, non è una colpa, è perché hanno fatto più soldi. Quindi ci vuole innanzitutto assunzione di responsabilità e poi tirarsi su le maniche e fare. Questa città è una bomba e la gente in giro per il mondo non sa cosa si è persa».

L’anno scorso ci ha parlato del progetto di portare a Napoli una mini-olimpiade, un progetto che prosegue?

«È la mia speranza, anche se mi rendo conto di non essere immortale. Ho partecipato all’organizzazione di tre Olimpiadi, anche se non ne parlo molto perché fa “chiachiello“, sembra che mi voglia vantare, so come farlo. Ho una certa esperienza e vedo che Napoli ha un vantaggio eccezionale che nessuna città al mondo può avere, può fare i giochi olimpici all’interno della città, perché dallo stadio San Paolo fino alla zona dell’ex NATO, c’è tutto. Questo è veramente un sogno, ma si potrebbero organizzare i City Olimpic Games. A Rio per ogni evento dovevo spostarmi, così come ad Atlanta. A Napoli paradossalmente abbiamo questo spazio però ci dovrebbe essere una politica illuminata che capisse che questa potrebbe essere una soluzione per risolvere il problema di Napoli. Sarebbe una cosa bella e penso che la città cambierebbe»

Statistiche e fatti interessanti della Napoli Half Marathon 

  • La capacità della Napoli City Half Marathon è di 7 500 corridori.
  • La capacità di Family Run & Friends è di 1 500 partecipanti.
  • Un totale di 57 nazionalità si presenterà sulla linea di partenza.
  • Il maggior numero di corridori internazionali proviene da Repubblica Ceca, Gran Bretagna, Francia e Polonia.
  • L’80.60% dei corridori sono uomini, il 19,40% sono donne.
  • Il corridore medio fa 17.216 passi per completare il percorso di 21,0975 km
  • Antonio, Giuseppe e Francesco sono i nomi più comuni degli uomini partecipanti mentre per le donne sono Anna, seguita da Antonella e Francesca.
  • Il partecipante più anziano: DOMENICO M. (IT), 87 anni
  • La donna più anziana partecipante: SARRA V. (IT), 70 anni
  • 583 volontari daranno una mano il giorno della gara

 

La Napoli Half Marathon in numeri

Durante la gara si utilizzano:

  • 28.460 spille di sicurezza (o da balia)
  • 18.320 bicchieri
  • 9000 medaglie
  • 3 403 m di recinzione
  • 4 936 m di banners/tnt
  • 62 bagni chimici

 

Durante la gara si mangiano e bevono:

  • 14.465 l di acqua
  • 3.224 l di bevanda energetica Gatorade
  • 200 l di succo di frutta
  • 432 kg di banane
  • 1.345 kg di arance
  • 1.176 kg di mele
  • 7.200 barrette energetiche
  • 1.080 merendine
  • 40 kg di noci / mandorle

 

 

 

 

ilnapolista © riproduzione riservata