Gianni Mura: Salvini accarezza il mondo ultrà

Su Repubblica: «Da sempre il Viminale ha espresse posizioni più dure rispetto alla Figc. Lui ha fatto il contrario». E gli ultrà hanno subito sfruttato lo spazio politico

Gianni Mura: Salvini accarezza il mondo ultrà

La riconoscenza delle curve

La domenicale rubrica di Gianni Mura su Repubblica – “Sette giorni di cattivi pensieri” – è pressoché interamente dedicata a Matteo Salvini. E non in termini elogiativi. Anzi, il finale è sin troppo chiaro:
I ministri possono, devono parlare, anche quando non pensano prima di parlare, anche quando forse ci pensano ma poi sparano una raffica di cazzate, come Salvini.
E la questione è chiusa.
Scrive Mura: “Povero, si fa per dire, Salvini. Ha appena espresso la massima considerazione per il mondo ultrà e quelli della Lazio gli fanno capire quanta ragione sia dalla sua parte. Al raduno per festeggiare in piazza il compleanno della società una parte di loro si presenta con il kit del bravo festaiolo: molotov, mazze, bastoni, tirapugni, un po’ di guerriglia urbana con la polizia in mezzo a gente che non capisce, si spaventa, scappa”.
E ancora: “Tanto per far capire chi comanda, altri cori ieri durante Lazio-Novara”.

Il ministro ribalta i ruoli

Mura ribadisce la novità del vertice sul calcio di lunedì scorso.

“Fin qui, per anni, sulla questione violenza e razzismo negli stadi, il Viminale aveva assunto posizioni più dure rispetto alla Figc, tremolante come un budino al cioccolato. Stavolta, tutto il contrario: Federcalcio bazzotta e Salvini di soave, fraterna dolcezza.
Dixit: sospendere partite per i cori, non se ne parla proprio. Squalificare una curva o un intero stadio, mai. Non vietare le trasferte ai tifosi, ma incrementarle, magari tornando ai treni speciali”.
E Mura ha giustamente ricordato la tragedia del treno Piacenza-Salerno con quattro morti.
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